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Valeria Sermonti
Leggi i suoi articoliUna nuova pagina della storia di Saqqara emerge dalla necropoli del Bubasteion (complesso templare dedicato a Bastet, situato sulla parete rocciosa che delimita il confine desertico del celebre sito): una missione archeologica egiziana ha portato alla luce la tomba di Sekhentyu-Ptah, importante funzionario dell’Antico Regno, insieme a un articolato sistema di pozzi funerari utilizzato in epoche successive. È l’esito della prima stagione di scavi condotta nel cosiddetto «settore A», a ovest del Bubasteion, e restituisce una straordinaria stratificazione di tombe, sepolture e corredi funerari.
La scoperta più importante è proprio quella della tomba di Sekhentyu-Ptah. Della struttura si conserva la cappella funeraria, al cui interno è ancora in posizione originaria una «falsa porta», elemento fondamentale nei rituali funerari dell’antico Egitto perché rappresentava simbolicamente il passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Davanti alla falsa porta gli archeologi hanno rinvenuto un corredo completo di oggetti rituali in alabastro: una tavola per le offerte, un disco per le offerte, una vasca per la purificazione, una caraffa e un bacile. Gli oggetti sono accompagnati da iscrizioni geroglifiche che riportano il nome e i titoli del proprietario della tomba. Il fatto che il corredo sia stato ritrovato nella sua posizione originale rappresenta uno degli aspetti più importanti del rinvenimento, perché consente agli studiosi di ricostruire con maggiore precisione le pratiche funerarie dell’Antico Regno.
Le iscrizioni hanno inoltre permesso di inquadrare il profilo di Sekhentyu-Ptah, che ricoprì incarichi di notevole prestigio nell’amministrazione reale. Tra i suoi titoli figurano quelli di «Ciambellano reale» (una carica in genere legata alla gestione degli appartamenti privati del sovrano), «Sovrintendente a tutti i lavori del re», «Sovrintendente ai documenti reali», «Custode dei segreti dei comandi del re», «Sacerdote della dea Maat» e «Sovrintendente agli scribi». Un insieme di cariche che testimonia il suo elevato rango all’interno dell’apparato amministrativo della monarchia.
Accanto alla tomba dell’Antico Regno è stato inoltre individuato un complesso interconnesso di pozzi funerari, contenenti numerose sepolture umane e grandi quantità di cartonnage funerario dai colori vivaci. Sono stati recuperati anche più di cento ushabti in faience.
Particolarmente importanti sono tre sarcofagi in pietra rinvenuti ancora sigillati e nella loro condizione originaria. A questi reperti si aggiungono una figura lignea a foggia di falco, diversi vasi in ceramica e numerosi altri oggetti. Nel loro insieme, questi materiali offrono nuove informazioni sulle pratiche funerarie del Periodo Tardo e dimostrano come questa zona della necropoli di Saqqara sia stata utilizzata e riutilizzata per vari secoli.
Gli archeologi hanno inoltre individuato tracce di saccheggi avvenuti già nell’antichità. In alcuni casi, aperture praticate tra le camere funerarie sembrano essere state realizzate da antichi ladri di tombe. Nonostante queste violazioni, i contesti conservati mantengono un notevole valore scientifico e possono contribuire a ricostruire l’organizzazione interna dei complessi funerari, la loro evoluzione architettonica e i diversi momenti di utilizzo della necropoli.
Secondo i responsabili della missione, l’indagine è stata condotta attraverso un programma scientifico integrato, comprendente scavo stratigrafico, documentazione architettonica, fotografica e digitale, studi archeologici e linguistici e confronti con materiali provenienti da altri siti egiziani.
I lavori non sono ancora conclusi. Gli archeologi ritengono infatti che nell’area possano trovarsi altre strutture e reperti. La prosecuzione degli scavi potrebbe quindi aggiungere nuovi tasselli alla storia del Bubasteion e, più in generale, alla complessa evoluzione di Saqqara, una delle più importanti necropoli dell’antico Egitto, dove tombe e monumenti hanno continuato a essere costruiti, riutilizzati e trasformati per migliaia di anni
Valeria Sermonti
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