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I draghi dell'Orda d'Oro: tre bronzi raccontano i commerci dell'Europa medievale

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I draghi dell'Orda d'Oro: tre bronzi raccontano i commerci dell'Europa medievale

Russia, scoperti tre rari bronzi medievali decorati con draghi

Tre placche decorative in bronzo raffiguranti draghi e creature fantastiche, rinvenute nel 2023 a Velikij Novgorod in strati archeologici del XIV-XV secolo, sono entrate nelle collezioni del Museo-Riserva Statale della città. L'analisi delle leghe metalliche e il confronto con reperti analoghi suggeriscono una provenienza dalla regione del Volga e possibili legami con la cultura militare dell'Orda d'Oro. Tra tecniche di fusione, iconografia orientale e circolazione degli oggetti di prestigio, i manufatti offrono una nuova testimonianza delle relazioni tra la Rus' medievale e il mondo mongolo.

 

Amanita Iervolino

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Tre piccoli ornamenti in bronzo, decorati con draghi e creature fantastiche, raccontano la circolazione di oggetti, tecniche e immagini tra l'Europa orientale e il mondo mongolo nel Medioevo. I reperti, rinvenuti nel 2023 durante gli scavi archeologici nel centro storico di Velikij Novgorod, in Russia, sono stati recentemente acquisiti dal Museo-Riserva Statale di Novgorod, che ne ha annunciato l'ingresso nelle proprie collezioni il 16 ottobre 2026. Provenienti da strati databili tra il XIV e il XV secolo, le tre placche metalliche erano probabilmente destinate alla decorazione di cinture, accessori che nella cultura militare dell'epoca potevano esprimere prestigio e appartenenza sociale. A renderle particolarmente interessanti sono la rarità di questa tipologia nell'area di Novgorod e i risultati delle analisi metallurgiche, che suggeriscono una possibile origine nei territori dell'Orda d'Oro, lo Stato formatosi nel XIII secolo dalla porzione occidentale dell'Impero mongolo.

Il ritrovamento è avvenuto nel sito archeologico di Troitskij XVII, uno dei settori del centro storico di Novgorod interessati da indagini sistematiche negli ultimi anni. Gli scavi, diretti da Ol'ga Tarabardina, responsabile del Centro di ricerca archeologica del museo, sono stati condotti nell'ambito dei lavori preparatori per la costruzione del Centro nazionale storico-archeologico intitolato a Valentin Janin, uno dei più importanti studiosi della Novgorod medievale. L'area ha restituito una stratificazione particolarmente ricca, con tracce di abitazioni, strutture produttive, oggetti d'uso quotidiano, sigilli e testimonianze delle attività commerciali. Le tre placche provengono da livelli del XIV-XV secolo e si aggiungono a precedenti rinvenimenti di ornamenti analoghi effettuati nei siti di Nutny IV e Alekseevskij II nel 2011 e nel 2012.

La decorazione costituisce l'elemento più caratteristico dei tre manufatti. Pur presentando contorni appuntiti e margini sagomati, le placche raffigurano creature differenti e conservano indizi di tecniche di lavorazione non identiche. Il primo ornamento presenta un drago dal corpo arcuato e dalle zampe anteriori sollevate, costruito attraverso un rilievo nel quale il movimento dell'animale viene concentrato in una superficie di dimensioni contenute. L'esame del manufatto ha permesso di riconoscere un procedimento di riproduzione basato sull'utilizzo di uno stampo in argilla ricavato dall'impronta di un oggetto preesistente. Le successive copie avrebbero progressivamente attenuato la nitidezza dei particolari, un fenomeno che rivela l'esistenza di pratiche seriali nella produzione di questi accessori. Confronti iconografici particolarmente vicini sono stati individuati nell'istmo di Carelia e in Crimea, a testimonianza della diffusione geografica di questo repertorio decorativo. Il secondo bronzo raffigura una creatura alata, con un corpo robusto, le zampe protese in avanti e una lunga coda ricurva, simile a quella di un serpente. Nella parte inferiore conserva un anello metallico inserito in un elemento di sospensione, dettaglio che contribuisce a chiarirne il possibile utilizzo. Motivi analoghi sono documentati soprattutto nelle regioni del Medio e Basso Volga, territori che durante il Medioevo costituirono alcuni dei principali centri politici e produttivi dell'Orda d'Oro. Il terzo ornamento si distingue invece per la maggiore precisione del rilievo. La figura presenta un collo allungato, una testa relativamente piccola, un occhio a mandorla, orecchie arrotondate, una lingua ricurva e una coda sollevata. Dopo la fusione, l'artigiano intervenne sulla superficie per rifinire il modellato e accentuare i dettagli. Sul retro sono inoltre visibili tracce riconducibili a un tentativo di riparazione o sostituzione dei punti di fissaggio, elemento che suggerisce una storia d'uso precedente alla deposizione nel terreno.

L'indizio più significativo sulla provenienza dei reperti arriva dall'analisi della loro composizione metallica. Tutte e tre le placche sono state realizzate in una lega di bronzo contenente stagno e piombo e presentano caratteristiche chimiche molto simili. A distinguerle dalla produzione metallurgica locale è soprattutto la presenza di una quantità di nichel insolitamente elevata rispetto a quella riscontrata negli oggetti realizzati dagli artigiani di Novgorod. Il dato ha indotto i ricercatori a ipotizzare una fabbricazione esterna alla città. Sebbene non sia possibile identificare una precisa officina, il confronto tra le caratteristiche della lega e i repertori decorativi conosciuti orienta l'indagine verso la regione del Volga, dove sono documentati numerosi ornamenti analoghi. L'ipotesi introduce una prospettiva più ampia sulla storia di Novgorod. Tra il XIII e il XV secolo la città rappresentava uno dei principali centri commerciali dell'Europa nordorientale, punto di collegamento tra i mercati del Baltico, la Rus' e i territori più orientali. La sua posizione favoriva la circolazione di merci, materie prime e manufatti provenienti da aree culturali differenti. La presenza di oggetti attribuibili alla tradizione dell'Orda d'Oro costituisce dunque una testimonianza materiale dei rapporti che legavano il mondo urbano della Rus' alle grandi reti politiche ed economiche sviluppatesi nelle steppe eurasiatiche.

L'Orda d'Oro nacque nel XIII secolo dall'espansione mongola verso Occidente, sotto la guida di Batu Khan, nipote di Gengis Khan e discendente della linea dinastica di Jochi. Nel corso dei decenni successivi consolidò il proprio controllo su un territorio molto vasto, comprendente le steppe dell'Europa orientale e ampie regioni dell'Asia settentrionale. Il suo potere si esercitò anche sui principati della Rus', attraverso sistemi di tributo e riconoscimento dell'autorità politica. Tra i principali centri della sua organizzazione figurava Sarai, nella regione del Basso Volga, città che divenne un nodo fondamentale per il commercio e la circolazione di tecniche e tradizioni culturali. L'Orda d'Oro fu una realtà composita, nella quale l'eredità dinastica mongola si intrecciò progressivamente con culture turche, tradizioni dell'Asia centrale e influenze provenienti dal mondo islamico.

In questo contesto, le cinture decorate costituivano una componente importante dell'abbigliamento e dell'equipaggiamento militare. La presenza di placche metalliche elaborate poteva segnalare il rango del proprietario, il suo inserimento in un determinato ambiente sociale o l'adesione a specifiche tradizioni figurative. Gli ornamenti con immagini di draghi sono documentati a partire dalla prima metà del XIII secolo e ricorrono in numerosi ritrovamenti associati alla cultura materiale dell'Orda d'Oro. Il loro repertorio decorativo riflette la complessità dei contatti tra regioni differenti dell'Eurasia. Nel mondo cinese il drago possedeva una lunga tradizione come simbolo di potere e autorità, mentre nelle culture turche e centroasiatiche creature analoghe potevano essere associate alla protezione, alle forze della natura e all'ordine cosmico. Il passaggio di questi motivi da una tradizione all'altra produsse interpretazioni e varianti locali, rendendo difficile ricondurli a un'unica origine. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che gli ornamenti con draghi utilizzati dai guerrieri dell'Orda d'Oro derivassero anche da modelli diffusi nella cultura imperiale cinese. Il motivo, tuttavia, era già ampiamente presente nei repertori figurativi dell'Asia centrale. Le tre placche di Novgorod documentano quindi la circolazione di un linguaggio ornamentale condiviso da territori molto distanti, senza consentire di stabilire con certezza il percorso seguito dai singoli oggetti. La loro presenza nella città russa potrebbe dipendere dagli spostamenti di guerrieri, da relazioni diplomatiche o da scambi commerciali. Nessuna di queste possibilità può, allo stato attuale, essere considerata definitivamente dimostrata.

 

Amanita Iervolino, 03 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

Amanita Iervolino

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