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Rudi Fuchs

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Rudi Fuchs

Rudi Fuchs, un artigiano che amava la Divina Commedia

Aggirandosi con fare riflessivo e attento per le sale del Castello di Rivoli, il suo rimo direttore ha proposto nel 1984 un «gioco» allora innovativo di accostamento del contemporaneo all’antico

Ho sempre visto Rudi Fuchs, scomparso il 25 ottobre a 84 anni, come un artigiano, che nella propria officina possiede tutti gli strumenti del mestiere e che li assemblea con umiltà e conoscenza nell’atto del fare. Scarsa la frequentazione dei salotti, ma alta quella degli studi degli artisti con cui intratteneva profondi rapporti e conversazioni, condite sempre di grande umanità. La stessa che Rudi riservava a tutti coloro che entravano in contatto con lui, a maggior ragione se operatori di vario genere del museo.

Solo grazie ai rapporti che Fuchs già coltivava con tanti artisti del suo tempo, il Castello di Rivoli ha potuto concretizzarsi, fin dall’inizio, come ipotesi e progetto museale e non come esposizione temporanea. Progetto che Rudi Fuchs ha dovuto difendere strenuamente verso tanti avversari dell’epoca, sostenuto dall’allora assessore regionale Giovanni Ferrero, colui che, davanti a una birra ad Amsterdam, nel 1984, gli aveva rivolto la proposta di dirigere il Castello di Rivoli fin dalla sua nascita.

Dei molti insegnamenti ricevuti uno, in particolare, è stato preziosissimo. Guardarlo allestire, aggirarsi con fare riflessivo e attento per le sale del Castello, a misurare con gli occhi gli spazi, i decori, le opere da allestire, in un «gioco» allora innovativo di accostamento del contemporaneo all’antico. La sua conoscenza e sensibilità per le opere contemporanee e, anche, la sua attenzione e informazione sull’antico hanno sicuramente aiutato nei mirabili allestimenti predisposti da lui. E corollario della sua formazione è sempre stato l’interesse per la letteratura e la poesia. Pochi anni fa, ad esempio, mi ha chiesto di inviargli alcune copie della Divina Commedia in formato tascabile, che avrebbe voluto donare ad alcuni amici. Anche questo spiega la profonda consistenza del suo lavoro e della sua persona.

Maria Cristina Mundici, già capo curatore del Castello di Rivoli (1985-91), attualmente direttrice scientifica dell’Archivio Carol Rama di Torino

Maria Cristina Mundici, 29 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Maria Cristina Mundici

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