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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliRivoluzione al MaXXI, il nuovo statuto cambia l’organizzazione: vengono aboliti i ruoli di direttore artistico e segretario generale, nasce il ruolo del Direttore generale. Con un voto all’unanimità, nel pomeriggio di lunedì 15 giugno il consiglio d’amministrazione della Fondazione MaXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha approvato la revisione dello statuto. Nel nuovo testo sono tante le novità, con le tutte le linee guida che erano state avviate con la presidenza di Alessandro Giuli (ora ministro della Cultura) e che oggi giungono a compimento con Emanuela Bruni a capo della Fondazione. La governance viene riformulata, con l’introduzione del Direttore generale al quale si affida la gestione operativa e organizzativa della Fondazione, fino ad oggi assegnata al Presidente: sono stati presi, come modelli, i ruoli dei responsabili operativi della Biennale di Venezia e della Triennale di Milano.
La nomina è deliberata dal Consiglio di amministrazione su designazione del ministro della Cultura e proposta dal Presidente: la durata è fissata in 5 anni, con possibilità di rinnovo. Il mandato di Direttore generale non decade insieme a quello del Presidente, per evitare interruzioni al lavoro della Fondazione: in precedenza, Direttore artistico e Segretario generale cessavano automaticamente alla fine del mandato della Presidenza, anche se interrotto prima del termine naturale indicato dallo statuto. La figura del Direttore generale diventa nella forma e nella sostanza «tecnico-operativa», garantendo la continuità gestionale della Fondazione. Arte, architettura e fotografia sono al centro della missione dell’istituzione che rappresenta «il punto di eccellenza della creatività artistica contemporanea». Viene ampliato l’oggetto sociale, per organizzare eventi multidisciplinari.
Il Presidente mantiene il suo ruolo di rappresentanza legale, di controllo e di indirizzo. Presiede non solo il Consiglio di amministrazione ma anche il costituendo Comitato di gestione e il Comitato scientifico. Propone inoltre l’assunzione dei direttori di dipartimento e porta in approvazione, d’intesa con il Direttore generale, il programma annuale degli interventi e il documento programmatico pluriennale. Abolita la posizione del Direttore artistico, le prerogative vengono in parte trasferite ai direttori di dipartimento e in parte al costituendo comitato di gestione con funzioni di coordinamento e monitoraggio dell’andamento di gestione. Oltre ai dipartimenti sono previste delle «aree centrali», trasversali, per occuparsi dei diversi aspetti della gestione.
Gianfranco Ferroni
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