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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliIl Museo Cappella Sansevero terrà il 10 marzo alle ore 11 un’anteprima riservata alla stampa de «La meraviglia a portata di mano», percorso di visita tattile che con un’apertura straordinaria, esclusiva e gratuita offrirà sette giorni dopo a non vedenti e ipovedenti l’eccezionale opportunità di esplorare e toccare con le mani, calzate da un guanto di lattice particolare, le opere del Museo, dal «Cristo velato» ai bassorilievi della «Pudicizia» e del «Disinganno». L’iniziativa è organizzata dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti-Ets Aps, Sezione Territoriale di Napoli.
A presentare il progetto saranno Maria Alessandra Masucci, presidente del Museo Cappella Sansevero, Giuseppe Ambrosino, presidente della sezione territoriale di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e Roberta Meomartini, guida turistica esperta in percorsi tattili.
La visita in anteprima è organizzata nella giornata di formazione delle guide non vedenti che accompagneranno il pubblico nel percorso di visita tattile il prossimo 17 marzo: un'intera giornata riservata esclusivamente al pubblico con disabilità visiva.
Nel corso dell’anteprima verranno illustrate le varie fasi di realizzazione dell’iniziativa: dalla progettazione dei contenuti, alla valutazione, fino al momento di formazione delle guide e del personale del museo.
Il Cristo velato è una scultura marmorea di Giuseppe Sanmartino, realizzata nel 1753. Fu il principe di Sansevero Raimondo di Sangro a commissionare l’opera, che originariamente doveva essere collocata nel mausoleo di famiglia sottostante la Cappella. Un piastrone di pietra indica oggi il punto preciso dove la statua avrebbe dovuto essere posta.
L’incarico di eseguire il Cristo velato fu in un primo momento affidato allo scultore Antonio Corradini; ma deceduto da lì a breve, questi fece in tempo a realizzare solo un bozzetto in terracotta oggi al museo nazionale di San Martino.
L’incarico passò quindi a Giuseppe Sanmartino, a cui venne chiesto di produrre «una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua».
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