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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliConcluso il restauro, costato circa 20mila euro e durato 9 mesi, e terminata presso i Musei comunali di Strada Nuova di Genova la mostra dossier «Giovanni Andrea De Ferrari restituito. Dipinti e disegni inediti intorno alla pala di San Nicolosio», «San Francesco presenta a Cristo e alla Vergine i santi patroni Luigi IX re di Francia ed Elisabetta regina di Portogallo», pala d’altare realizzata nel 1637 dal genovese Giovanni Andrea De Ferrari (1598-1669), è rientrata nella Chiesa di San Nicolosio che l’ospitava prima della lunga «trasferta».
Il dipinto non è però originario di tale edificio: era infatti stato trasferito qui dal Terz’Ordine Francescano nel 1804, in seguito alla demolizione dell’Oratorio dedicato ai santi Luigi IX di Francia ed Elisabetta di Portogallo posto sotto la Chiesa di San Francesco di Castelletto, demolita a inizio Ottocento a causa delle soppressioni napoleoniche.
I lavori di manutenzione e pulitura che hanno restituito alla pala i suoi brillanti colori sono stati eseguiti dal restauratore Antonio Silvestri e resi possibili dal contributo di Fondazione Passadore 1888 e Fondazione il Secolo XIX.
«Il ritorno della pala a San Nicolosio rappresenta un momento di grande valore per il patrimonio culturale locale, ha dichiarato l’assessore alla cultura di Genova e storico dell’arte Giacomo Montanari, poiché così si restituisce alla comunità un tassello importante della propria memoria storica, artistica e spirituale. Questo restauro è il risultato di una virtuosa collaborazione tra istituzioni, realtà ecclesiastiche e sostenitori privati, a dimostrazione di quanto la tutela dell’arte possa diventare un progetto condiviso. Da Voghera a La Spezia, da Genova ad Alassio, sono molte le chiese che conservano opere di Giovanni Andrea De Ferrari: meriterebbe un’ampia monografica perché è un pittore importante, che Roberto Longhi avvicinava a Velázquez, passato per Genova nel 1629 e nel 1649».
De Ferrari, artista barocco che si formò alla scuola di Bernardo Castello (1557-1629) e successivamente presso Bernardo Strozzi (1581-1644) di cui divenne stretto collaboratore, realizzò l’opera nella fase matura della propria carriera, nel periodo in cui più desunse proprio da Strozzi l’attenzione per l’uso coloristico intenso della rappresentazione insieme alla riproposta di sottili modulazioni di tinte e delicate penombre più vicine allo stile di Antoon Van Dyck (1599-1641).
La tela fu commissionata per il Terz’Ordine Francescano, fondato nel 1625 e dedicato ai santi Ludovico IX di Francia ed Elisabetta di Portogallo, quest’ultima canonizzata in quello stesso anno. A seguito dell’arrivo delle truppe napoleoniche con le note conseguenze sugli edifici religiosi, il Terz’Ordine si trasferì a San Nicolosio portando con sé le opere d’arte che decoravano l’oratorio. Qui, il dipinto venne posto sull’altare maggiore e probabilmente per adattarlo alla nuova sede fu ingrandito ai lati, modificando così le proporzioni studiate dal pittore: spostando più in basso la colomba dello Spirito Santo come ideato dal pittore, il restauro ha ripristinato l’originario equilibrio tra le figure.
Giovanni Andrea De Ferrari, «San Francesco presenta a Cristo e alla Vergine i santi patroni Luigi IX re di Francia ed Elisabetta regina di Portogallo», 1637 (particolare)
Giovanni Andrea De Ferrari, «San Francesco presenta a Cristo e alla Vergine i santi patroni Luigi IX re di Francia ed Elisabetta regina di Portogallo», 1637 (particolare)
Stefano Luppi
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