Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Daria Berro
Leggi i suoi articoliDesignata ufficialmente nel 2024 da Audrey Azoulay, l’allora direttrice generale dell'Unesco, per il 2026 Rabat aggiunge al titolo di capitale del Marocco quello di Capitale mondiale del libro, la ventiseiesima. La città imperiale affacciata sull’Atlantico raccoglie il testimone da Rio de Janeiro. I festeggiamenti inizieranno il prossimo 23 aprile, in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore. «Rabat è un importante centro culturale dove i libri facilitano la condivisione di conoscenze e arti diverse, aveva dichiarato allora Azoulay. Inoltre, la fiorente industria libraria locale svolge un ruolo essenziale nel miglioramento dell'istruzione». L'Unesco e il Comitato consultivo della Capitale mondiale del libro, che comprende rappresentanti di organizzazioni quali la Federazione europea e internazionale dei librai (Eibf), il Forum internazionale degli autori (Iaf), la Federazione internazionale delle associazioni e istituzioni bibliotecarie (Ifla) e l'Associazione internazionale degli editori (Ipa), hanno riconosciuto i costanti sforzi di Rabat nella promozione della letteratura. L'industria editoriale della città, che conta circa 570mila abitanti e vanta 54 case editrici, la terza fiera internazionale del libro più grande dell'Africa e un numero crescente di librerie, svolge un ruolo cruciale nell'economia creativa locale.
Il programma ufficiale non è ancora noto, ma le città riconosciute Capitali mondiali del libro dall'Unesco si impegnano a promuovere i libri e la lettura per tutte le età e tutti i gruppi demografici, sia a livello nazionale che internazionale, organizzando inoltre una serie di attività nel corso di tutto l'anno.
Altri articoli dell'autore
A quattro mesi dal suo insediamento Christophe Leribault ha spiegato in un’audizione al Senato che il museo si trova a dover affrontare un muro di spese dovute al degrado e alle carenze tecniche. Il 25 incontrerà gli architetti del macroniano progetto «Louvre Nouvelle Renaissance».
Dopo 130 anni, torneranno a casa le spoglie di sei Kali’na e Arawak. L’Assemblea Nazionale ha approvato ieri all’unanimità una proposta di legge storica: finora le restituzioni si applicavano solo alle richieste di Stati esteri, non delle colonie francesi
La curatrice francese lascia il Mudam in Lussemburgo, dov'era arrivata dopo una lunga esperienza al Barbican di Londra
Il ruolo era vacante dal 2022, dopo il passaggio di Clément Chéroux alla Fondation Cartier-Bresson di Parigi



