Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliARTICOLI CORRELATI
È stata inaugurata oggi, 23 ottobre, la 28ma edizione di Luci d’Artista, che si accenderà dal 24 ottobre all’11 gennaio 2026. Innestate sulle linee barocche e sulle architetture liberty e moderniste che caratterizzano l’urbanistica locale, le Luci d’artista sono una importante collezione di opere di affermati artisti internazionali. Tra le novità di quest’anno quattro nuove luci: una dell’artista britannica pluripremiata, con una prossima personale alla Tate Modern di Londra, Tracey Emin, regalo alla città della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt prossima a festeggiare i 25 anni dalla sua istituzione; una video proiezione di Soundwalk Collective (con la partecipazione di Patti Smith e Philip Glass) creata con Ogr, che la ospiterà nel suo cortile; un neon di Riccardo Previdi legato allo sport e all’arte concettuale, voluto, donato e realizzato da Nitto Atp Finals (che verrà però accesa in novembre) e un’installazione luminosa di Gintaras Didžiapetris prodotta in collaborazione con l’Istituto di Cultura lituano, gemellato quest’anno con l’Italia.
Domani, 24 ottobre, alle 18.15 una passeggiata partirà dai Giardini Reali, dove sarà installata «Sex and Solitude» di Tracey Emin, e procederà alla scoperta delle altre new entry, per finire nel cortile delle Ogr. Sabato 8 novembre, invece, sarà la volta dell’opera di Riccardo Previdi in Piazza San Carlo, in vista delle Atp Finals (dal 9 al 16 novembre).
Patrimonio della città di Torino, quanto la Mole e il gianduiotto, Luci d’Artista è un progetto curato dalla Fondazione Torino Musei con il sostegno, tra gli altri, di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt (con la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt e Ogr Torino, entrambe sostenitrici di due diverse luci in questo 2025) e Nitto Atp Finals e con Gruppo Iren, main partner da oltre 20 anni, che contribuisce supportando e alimentando le installazioni con tecnologie sempre più sostenibili e a basso consumo.
Una visione manageriale cui si lega l’evoluzione del progetto profondamente identitario con un format che prevede oltre alla collezione principale, la nuova sezione «Duet», dedicato alle collaborazioni internazionali per ampliare la rete di partenariati con istituzioni culturali estere. Tra i primi frutti, oltre all’opera di Gintaras Didžiapetris (in collaborazione con il Lithuanian Culture Institute), il dialogo con il Mac-Musée d’Art Contemporain di Lione. E poi la sezione «Costellazione», che valorizza le produzioni luminose promosse dalle istituzioni torinesi e non solo, che si andranno ad affiancare al nucleo di luci principali. E il Public Program rinominato «Accademia della Luce», sezione educativa e partecipativa della rassegna, sviluppata con modalità più approfondite ed estese nel tempo. Parallelamente, si intensifica il lavoro di restauro e recupero delle opere storiche della collezione, sostenuto anche quest’anno dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e dall’Unione Industriali Torino. Tra gli interventi più significativi di questa edizione, quello su «Doppio Passaggio (Torino)» di Joseph Kosuth (2001), grazie anche al supporto di NeonLauro.
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliARTICOLI CORRELATI
Altri articoli dell'autore
Da 25 anni la Fondazione è tra i principali partner di Artissima: anche quest’anno è stato confermato il fondo di 300mila euro per l’acquisto di creazioni artistiche tra gli stand della fiera e incrementare i nuclei espositivi della Gam-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Dai nuovi riconoscimenti Seletti Wonder Award e Archivorum Unwritten ai premi storici della fiera: tra gli artisti premiati Vadim Fishkin, Juliana Frontin, Paz Errázuriz e Hu Yun. Selezionate anche le gallerie emergenti e le realtà segnalate dai curatori internazionali
Da domenica 25 ottobre sarà di nuovo possibile accedere all’edificio religioso situato nel cuore della città, all’incrocio tra via Milano e via della Basilica: un importante patrimonio storico e artistico legato all’Ordine Mauriziano e alla dinastia sabauda
«Oggi ospitiamo la più grande collezione pubblica di opere di questo pittore, scultore e litografo del Québec», afferma il direttore JeanLuc Murray, che riconosce in questa nuova sede la possibilità «di celebrare l’impressionante contributo di Riopelle alla storia dell’arte in Québec, in Canada e oltre»


