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Il dipinto di Cranach, restituito alle Staatliche Kunstsammlungen di Dresda dopo oltre 80 anni in cui era stato considerato disperso durante la guerra

© Staatliche Kunstsammlungen Dresden. Foto: Alexander Peitz

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Il dipinto di Cranach, restituito alle Staatliche Kunstsammlungen di Dresda dopo oltre 80 anni in cui era stato considerato disperso durante la guerra

© Staatliche Kunstsammlungen Dresden. Foto: Alexander Peitz

Dopo 80 anni un Cranach «grande come una cartolina» torna alla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda

L’ultima collocazione conosciuta era la cava di calcare di Pockau-Lengefeld, nel 1945, dove fu nascosto assieme ad altre opere della Collezione. Non si sa come e quando sia stato acquisito dalla famiglia Dreyfus, che nel 2024 si è rivolta alla casa d’aste Artcurial per una valutazione, preferendo poi venderlo (o meglio, restituirlo) al legittimo proprietario

Cecilia Paccagnella

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Situata sul fiume Elba, tra Berlino e Lipsia, si trova Wittenberg, una cittadina che tra Quattro e Cinquecento entrò nel mirino della Chiesa cattolica a causa delle teorie diffuse da Martin Lutero (1483-1546), riformatore religioso e iniziatore del Protestantesimo. Qui egli insegnò presso l’Università istituita nel 1502 per volere dell’Elettore di Sassonia Federico il Saggio (1463-1525), il quale decise di proteggere Lutero anche quando fu dichiarato nemico pubblico tanto dall’autorità religiosa quanto da quella civile.

Se oggi possiamo dare un volto ad entrambi, il merito va a Lucas Cranach il Vecchio (1472-1553), che arrivò nella città tedesca nel 1505 e diventò il pittore ufficiale dell’Elettore, per il quale realizzò tutte le commissioni, oltre a ritrarre molte figure chiave della Riforma luterana. Dopo la morte di Federico III, Cranach il Vecchio e la sua bottega si trovarono a dover realizzare diverse raffigurazioni del defunto, una produzione seriale di cui ora rimangono circa 25 esemplari.

La Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, parte delle Staatliche Kunstsammlungen Dresden, è «sede della più grande collezione di Cranach al mondo», come dichiara il direttore Holger Jacob-Friesen, dalle cui collezioni mancano 11 dipinti della bottega dell’artista, presumibilmente andati perduti nella Seconda guerra mondiale. Delle 500 opere segnalate come non ritrovate alla fine del conflitto, durante il quale furono trasferite in depositi di fortuna, come la cava di calcare di Pockau-Lengefeld (ultima collocazione conosciuta del dipinto, lì sistemata per evitare eventuali saccheggi da parte dei sovietici nel corso della Liberazione), sette ritrovamenti sono riconducibili a Cranach, tra cui una piccola tavola ritraente proprio Federico il Saggio, «grande come una cartolina», come lo definisce il museo.

Catalogata per la prima volta dal museo durante l’inventario del 1722-28 con il numero «1355», che la collocava nella chiesa del Residenzschloss, è stata rintracciata nel 2024 presso la casa d’aste Artcurial proprio grazie all’indicazione ancora presente sulla superficie. L’opera faceva parte di una collezione privata francese, della famiglia Dreyfus, che l’aveva sottoposto all’attenzione della casa d’aste per trarne una valutazione. Intercettato dal professor Gunnar Heydenreich, del Cranach Digital Archive, il ritratto è stato segnalato alle Staatliche Kunstsammlungen Dresden che, grazie al supporto degli Amici delle Collezioni d’Arte Statali di Dresda, sono riuscite a riacquistarlo. «Il ritorno di questo piccolo ma significativo dipinto di Cranach dimostra in modo esemplare ciò che possiamo realizzare insieme, ha dichiarato la presidente del consiglio di amministrazione dell’associazione, Petra von Crailsheim. È stato possibile grazie all’entusiasmo e alle donazioni di numerosi amici della nostra associazione, che conta oltre 2.500 membri: un segno tangibile di impegno civico».

«Sono sinceramente grato alla famiglia Dreyfus, che ha deciso di restituire quest’opera preziosa e importante alla Gemäldegalerie di Dresda, ha commentato il direttore generale delle Collezioni, Bernd Ebert. Il generoso gesto della famiglia ci incoraggia a proseguire la ricerca di opere d’arte scomparse dalla Seconda guerra mondiale. Spero che altri seguano l'esempio della famiglia Dreyfus e permettano a opere simili di tornare a Dresda».

L’opera è esposta al pubblico fino al 26 luglio nella mostra «Non è tutto oro quel che luccica. Federico il Saggio», allestita in occasione dei 500 anni dalla morte di Federico III, per poi trovare collocazione nella Sempergalerie dello Zwinger, sede della Gemäldegalerie Alte Meister.

Lucas Cranach il Vecchio e bottega, «Il principe elettore Federico il Saggio», 1533. © Gemäldegalerie Alte Meister, Staatliche Kunstsammlungen Dresden

Cecilia Paccagnella, 14 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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