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Profumi da vedere. Olfattorio ad Artissima

Dal 29 ottobre al 1° novembre, quattro artisti traducono altrettante fragranze in opere esposte tra la boutique di piazza Bodoni e lo stand Allemandi–Il Giornale dell’Arte

Nicola Zanella

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Un incontro a Parigi nel 1980 con il maître-parfumeur Jean Laporte porta Renata De Rossi e Gianni Gaidano a fondare Olfattorio. Oggi l’azienda è guidata da Luli Gaidano, figlia di Gianni, e da Marcello e Alessandro Moretti, figli di Renata. Una storia che oggi approda al progetto «Olfattorio x l’Arte · Forme Invisibili», nato da un’idea di Marcello: affidare una fragranza a Maca Cerquera, Elle De Bernardini, Pietro Fachini e Thomas Berra perché ciascuno la traducesse in un’opera. Dal 29 ottobre al 1° novembre, nei giorni di Artissima, tre lavori saranno esposti nella boutique Olfattorio Bar à Parfums di piazza Bodoni 4F a Torino e uno allo stand Allemandi–Il Giornale dell’Arte.

Raccontateci la storia di Olfattorio e la strada che vi ha portati al concetto di profumeria artistica.
La storia di Olfattorio nasce nel 1980 a Parigi dall’incontro dei fondatori, Renata De Rossi e Gianni Gaidano, con il maître-parfumeur Jean Laporte, creatore di profumi totalmente fuori dagli schemi rispetto ai prodotti tradizionali. Creazioni guidate da autentica ispirazione artistica, realizzate con materie prime d’eccellenza e processi artigianali. Un mondo affascinante a cui Renata si appassiona, riconoscendo nella fragranza artistica un’opera d’arte unica e irripetibile. Nel frattempo, Gianni brevetta uno speciale calice per degustare il profumo, valorizzandone ogni nota. Liberi dai vincoli di moda, pubblicità e mercato, Renata e Gianni fondano Olfattorio, portando in Italia una cultura olfattiva innovativa. La storia prosegue con il primo Olfattorio Bar à Parfums di Torino, luogo di divulgazione artistica e culturale, dove sin dal primo giorno è all’opera Luli, figlia di Gianni. Oggi lei e i figli di Renata, Marcello e Alessandro Moretti, gestiscono una realtà con boutique a Torino, Milano, Roma, Firenze, Bologna, Bergamo, Brescia, Genova, Sestri Levante, Catania. Un’eredità che cresce ogni giorno.

Cosa lega il profumo all’arte contemporanea? E una fragranza per essere definita contemporanea che caratteristiche deve avere?
Profumo e arte sono linguaggi capaci di evocare immagini, ricordi, emozioni. Il profumo è la più invisibile delle forme espressive e proprio per questo arriva in profondità, prima delle immagini e delle parole. Un profumo artistico, in particolare, è una creazione unica: risultato di creatività, anni di ricerca, sensibilità e savoir-faire. Proprio come un’opera d’arte. Tutte le fragranze dei marchi distribuiti da Olfattorio nascono dalla visione di un “naso”, che è prima di tutto un artista, e non da una strategia di marketing. Il maître-parfumeur lavora la materia prima con maestria, a volte ossessionato da una nota in particolare, come nel caso della fava tonka in Tonka Kumaru di Atelier Materi. Oppure dal desiderio di creare sinestesie, come in Stellar Silk di BDK Parfums, in cui la sensazione tattile della seta diventa fragranza. La profumeria artistica contemporanea, così come l’arte, è testimone del suo tempo: pensiamo a Wasabi Klub di Room 1015, che trascrive olfattivamente l’energia della danza freestyle. Oppure a Frida’s Thorns di Obvious, una moderna affermazione di libertà e anticonformismo. Una fragranza è espressione artistica contemporanea quando invita a fermarsi, guardando/ annusando il mondo di oggi.

Arriviamo alla vostra collaborazione con Arte & Imprese – Il Giornale dell’Arte durante Artissima. Ce la raccontate? In cosa consiste il progetto?
OLFATTORIO X L’ARTE · Forme Invisibili è un nuovo capitolo di un racconto che lega Olfattorio all’arte sin dalle origini dell’azienda. Parte da un’idea semplice: 4 artisti, 4 fragranze, 4 opere. L’idea è di Marcello, appassionato d’arte: abbiamo affidato a ciascun artista un profumo del nostro universo, chiedendo di tradurlo in un’opera d’arte. L’artista Maca Cerquera ha lavorato su Stellar Silk di BDK Parfums; la fotografa e performer Elle De Bernardini su Wasabi Klub di Room 1015; Pietro Fachini su Tonka Kumaru di Atelier Materi; Thomas Berra su Frida’s Thorns di Obvious. Il risultato sono quattro opere originali, accomunate dalla dimensione olfattiva, unita a linguaggi diversi: il ricamo e la scrittura, il corpo e il movimento, i pigmenti naturali e la pittura, il sogno e l’immaginazione. Quattro letture diverse del rapporto tra arte e profumeria che saranno esposte dal 29 ottobre al 1° novembre a Torino, in occasione di Artissima, tra lo stand Allemandi - Il Giornale dell’Arte e la boutique Olfattorio Bar à Parfums di Torino.

Quindi il profumo può  arricchire di significati l’esperienza visiva? In che modo?
Sì, è proprio il senso di Forme Invisibili. Il profumo evoca immagini mentali, l’arte dà loro una forma visibile. Uno stimolo olfattivo è percepibile ad occhi chiusi, invita ad entrare in una dimensione lontana dall’eccesso di stimolazione visiva, alleggerisce lo sguardo. Quando vista e olfatto si incontrano, la visione profonda cambia. Il profumo aggiunge all’opera visiva un livello di lettura in più, intimo e personale, che ciascuno lega ai propri ricordi. È il principio dell’esperienza nei Bar à Parfums: la degustazione olfattiva è un viaggio di scoperta personale. Questa volta, il viaggio parte da quattro opere d’arte e conduce a se stessi.

Facciamo un invito a tutti i nostri lettori... Dove e quando ci vediamo?
Vi aspettiamo a Torino dal 29 ottobre al 1° novembre, nella boutique di Olfattorio Bar à Parfums in Piazza Bodoni 4F con tre opere inedite e allo stand Allemandi – Il Giornale dell’Arte con la quarta opera in mostra. In particolare, in boutique, prima sede storica di Olfattorio, sarete invitati a vivere speciali degustazioni artistico-olfattive e trattamenti beauty ispirati all’arte contemporanea.

Nicola Zanella, 23 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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