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SUBBRIXIA, nella metro di Brescia si fa ginnastica con Augustas Serapinas

Con Physical Culture di Augustas Serapinas nella stazione Volta, SUBBRIXIA prosegue il progetto avviato nel 2015 per portare l’arte contemporanea negli spazi della metropolitana. E c’è anche una nuova tappa, già in preparazione

Nicola Zanella

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Luisa Ghedi, neo-presidente di Metro Brescia, ci racconta SUBBRIXIA, il progetto nato nel 2015 che porta nelle stazioni della metropolitana di Brescia l’arte contemporanea. L’occasione per parlarne è l’inaugurazione di Physical Culture di Augustas Serapinas (Apalazzogallery) un’installazione che “invita” il pubblico a partecipare ed interagire. La metropolitana diventa così un elemento sempre più centrale nella vita contemporanea della Città, e non solo dal punto di vista funzionale.

Cosa ha provato quando ha visto dal vero Physical Culture, l’opera di Augustas Serapinas installata in maniera permanente nella stazione della metropolitana Volta? Ha provato qualche attrezzo?
Vedere Physical Culture finalmente installata nello spazio per cui è stata pensata, dopo averla vista solo “sulla carta”, è stato per me molto emozionante. È la prima nuova opera di SUBBRIXIA che ho avuto il piacere di inaugurare da Presidente ed è stato così anche un modo più concreto di entrare nella storia di un progetto importante per la nostra metropolitana. Mi ha molto colpita la relazione che l’opera riesce a instaurare con la stazione e con chi la attraversa. La metropolitana è l’architrave del sistema di mobilità della nostra città, ma è anche un pezzo della città stessa e, soprattutto, della vita quotidiana di migliaia di persone. Portare in questi spazi arte, bellezza e occasioni di pensiero e riflessione significa renderli più ricchi e restituire qualcosa in più a chi li vive ogni giorno. Ho visto molte persone, diversissime fra loro, avvicinarsi sin dal primo giorno, cercare di capire e provare a vivere l’opera usandola. Ovviamente l’ho fatto anche io, ero molto curiosa.

 Ci racconti del progetto SUBBRIXIA. Come è percepito dai cittadini?
SUBBRIXIA è nato nel 2015, quando la metro di Brescia aveva pochi anni di vita, da un’intuizione molto lungimirante: considerare le stazioni non esclusivamente come spazi funzionali al viaggio, ma come veri luoghi pubblici della città, capaci di accogliere anche la cultura e l’arte contemporanea. È un progetto che ha un obiettivo oggi molto ambizioso: farlo crescere fino a rendere la nostra metropolitana un vero e proprio museo contemporaneo diffuso nella città. Una stazione dopo l’altra, stiamo proseguendo in questa direzione e sono felice di poter fare la mia parte, nel ruolo che oggi ho l’onore di ricoprire. SUBBRIXIA è un progetto che ha da sempre il grande pregio di saper suscitare domande, curiosità, discussioni, talvolta reazioni molto diverse tra loro. Mi raccontano che ancora oggi molte persone ci scrivano per capire il significato di un’opera o il pensiero che ha guidato un artista, e credo che questo sia uno degli aspetti più belli di SUBBRIXIA: l’arte non si limita ad abitare le nostre stazioni, ma entra nel dialogo della città, fa parlare di sé e dei luoghi che la ospitano, invita le persone a interrogarsi e a prendere posizione. Non è un luogo statico ma uno spazio in costante movimento e cambiamento. Del resto, l’arte contemporanea non deve necessariamente piacere a tutti nello stesso modo: l’importante è che sappia sorprendere, spiazzare e generare pensiero.

 Qual è il valore aggiunto che l’arte contemporanea può dare alla metropolitana di Brescia e secondo te ha un impatto anche sulla percezione dell’immagine della città? Ormai le stazioni della metropolitana sono sempre più attrazioni turistiche, basti pensare alla nuova fermata Colosseo a Roma.
Credo che la qualità di una metropolitana si misuri innanzitutto dalla sua capacità di essere un servizio efficiente, accessibile e sicuro. Ma un’infrastruttura pubblica così importante può diventare anche molto altro: un luogo attraverso il quale una città racconta sé stessa. L’arte contemporanea può avere un ruolo prezioso in questo racconto, e per Brescia, che in questi anni ha molto rafforzato il proprio posizionamento turistico, è un aspetto centrale: del resto la metropolitana stessa, per come è stata progettata e costruita, suscita in chi vi arriva per la prima volta grande ammirazione e stupore – la luce è una grande protagonista dentro stazioni che sono a loro volta vere opere architettoniche. Di Brescia ha parlato di recente in modo entusiastico il Sunday Times, e non è un caso.

Cosa rende una città davvero contemporanea?
Una città contemporanea è una città capace di interpretare il proprio tempo, innovando e al contempo valorizzando la propria storia, in continuo cambiamento e definizione. Mobilità, accessibilità, sostenibilità, qualità dello spazio pubblico, cultura e bellezza non sono dimensioni separate: concorrono tutte a determinare il modo in cui viviamo una città. E credo che Brescia abbia dimostrato in questi anni di saperle mettere in relazione. Anche la scelta di trasformare alcune stazioni della metropolitana in luoghi di incontro con l’arte contemporanea penso vada perfettamente in questa direzione.

Ci sveli il prossimo capitolo di SUBBRIXIA?
Posso dire pochissimo, anche per non svelare prima del tempo l’incanto di una nuova opera … Solo che abbiamo già individuato il prossimo artista e la prossima stazione e siamo al lavoro per concretizzare quanto prima la nuova tappa di SUBBRIXIA. Non possiamo anticipare ancora nomi e dettagli, ma possiamo dire che resteremo in Europa, coerentemente con quella vocazione di città europea che Brescia ha scelto di darsi e che cerchiamo di tradurre anche nei nostri progetti.

 

Nicola Zanella, 25 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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