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© Giulio Alvigini

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Per Sice Previt l’arte è un esercizio di visione

La prima tappa dell’«Arte & Imprese Road Show» da Sice Previt racconta un’idea di impresa che vede nell’arte un alleato naturale della manifattura: creatività, visione e capacità di immaginare il futuro come patrimonio condiviso tra artisti e aziende

Nicola Zanella

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Sice Previt ha ospitato La prima tappa di Arte & Imprese Road Show. Un’azienda a conduzione familiare, dinamica e che rappresenta al meglio la visione di un made in Italy contemporaneo che cresce innovando e sperimentando. Sice Previt può inoltre dare un grande contributo al mondo dell’arte grazie al suo incredibile know how produttivo e nella lavorazione di diversi materiali. La parola a Monica Tonini che guida l’azienda insieme al Marito Arturo Caprio.

Raccontaci di SICE PREVIT di cosa si occupa e com’è nato l’approccio all’arte?
Sice Previt opera nel settore della ristrutturazione edile e nella realizzazione di arredi su misura di elevata qualità. Le realizzazioni sono nell’ambito del retail di lusso, dell’hotellerie e delle abitazioni private. Operiamo con progettisti di fama internazionale quindi l’estetica e la creatività sono pane quotidiano del nostro fare. Questo ha innescato il desiderio di avvicinarsi ad altre espressioni artistiche. L’occasione è nata con l’iniziativa di Aidaf (associazione italiana delle aziende famigliari). “Produrre Futuro”, che ha proposto alcuni giovani artisti e li ha associati alle imprese.

Ormai è più di un anno che l’opera OPERA-IO è presente nella vostra azienda, quale è stata la reazione di fornitori e dipendenti? Lo rifareste?
L’opera di Giulio Alvigini ha reso orgogliosi i nostri dipendenti, ha emozionato i nostri clienti ed è stata installata sul parapetto di un nostro capannone di produzione… che dire nel cuore dell’azienda. Certamente è nostra intenzione proseguire in questa ricerca artistica.

In che modo quest’opera racconta la vostra azienda?
In Sice Previt diamo molto valore alle capacità di creare con le mani e con la testa. Opera-Io racchiude questo specifico valore. Con le mani realizziamo opere e senza l’operaio queste opere non ci sarebbero. Siamo un’azienda del fare (produrre) e pensiamo a come possiamo arrivare a realizzare i sogni degli “artisti”.

 Cosa vuol dire essere imprenditori illuminati nel 2026, termine di olivettiana memoria?
Essere imprenditori illuminati vuol dire avere rispetto delle persone con le quali collaboriamo, nello spirito di squadra perché insieme siamo più forti e coesi. Le competenze individuali insieme possono generare creatività, raggiungimento di obiettivi impensabili e soprattutto soddisfazione nel lavoro.

 Facciamo un appello agli imprenditori; perché è cosa buona e giusta per un azienda investire in arte e che consigli gli dareste?
Essere imprenditori significa prendere dei rischi, avere una visione a lungo termine, avere un valore sociale, stimolare creatività all’interno dell’azienda e quindi avvicinarsi al mondo artistico aiuta a trasmettere questo messaggio. A volte gli artisti colgono i veri valori d’impresa e sanno tradurli in un’opera che ci colpisce per la semplicità e profondità del messaggio che sa trasmettere.

Nicola Zanella, 29 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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