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Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliIl CarMe-Centro Archeologico Mediterraneo Monumentale di Roma sta per diventare realtà: entro l’estate del 2027 si concluderanno alcuni dei lavori in corso in un’ampia area che si diparte dai Fori Imperiali, avviati in seguito all’accordo del 2023 tra il comune di Roma e il Ministero della Cultura. Il progetto ha preso il via grazie ai finanziamenti di Pnrr, fondi per il Giubileo e stanziamenti di Roma Capitale, per un ammontare di circa 200 milioni di euro. Il concorso internazionale per la Nuova Passeggiata Archeologica è stato vinto, nel 2024, dal raggruppamento guidato dallo studio Labics insieme a Openfabric e Orizzontale; ed è questo il più importante progetto che dovrebbe essere terminato entro l’estate del prossimo anno, con tappe intermedie che vedranno la realizzazione di nuovi marciapiedi a livello strada in via dei Fori Imperiali e di due corsie centrali (le uniche in cui verranno conservati i tradizionali sanpietrini romani) ancora percorribili da bus e taxi, almeno fino al completamento della fermata della metro C a Piazza Venezia.
Uno degli obiettivi principali dell’enorme programma di trasformazione urbana, è il ripensamento dell’approccio ai beni archeologici, da conservativo a oggetto di fruizione, come ha spiegato, durante la presentazione dell’avanzamento dei lavori, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: «Non è solo in atto un cambiamento dell’area, ma del modo di viverla: prima i monumenti apparivano isolati, fra loro e rispetto alla città; da ora in poi, si crea una connessione tra l’urbe antica e quella contemporanea, in dialogo tra loro. Un lungo ponte unirà in un unico percorso il rione Monti all’area del Carcere Mamertino». Sulla stessa lunghezza d’onda il parere del sovrintendente capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce: «Dopo la firma del 2023, c’è stata una situazione di conflitto fra i vari pareri sul progetto; fino a quel momento si pensava che le antichità dovessero essere solo conservate, mancava il primato della fruizione. I Fori diverranno uno spazio pubblico dove le persone potranno incontrarsi, attraverso strumenti per integrare l’antico al contemporaneo. Si pensi, ad esempio, alla sistemazione dell’area archeologica di Largo Argentina: occorre leggere anche dall’alto la complessità urbanistica della città antica; per farlo, saranno costruite diverse terrazze». Aggiunge il consulente del sindaco per il progetto CarMe (ex vice sindaco della giunta Rutelli), Walter Tocci: «La molteplicità del paesaggio di Roma, con i suoi colli, è stata a lungo oscurata da una orizzontalità novecentesca. L’opera rappresentativa del CarMe è la nuova passeggiata archeologica, una riqualificazione degli spazi pubblici capace di modificare la percezione e la fruizione dell’area».
Fra i progetti archeologici portati a conclusione o in via di completamento, il restauro del muro di fondo del Foro di Augusto che, con i suoi 33 metri di altezza conservati, separava il Foro dal quartiere della Suburra, l’apertura al pubblico della Biblioteca occidentale del Foro di Traiano, gli scavi di via Alessandrina (soppressa la cinquecentesca via omonima) e del settore nord orientale del Templum Pacis. Altri grandi progetti scaturiranno da questi primi; come, ad esempio il futuro Museo di Roma, che dovrebbe aprire in via dei Cerchi e il cui primo nucleo sarà uno spazio informativo ed espositivo sul progetto CarMe. Rinviato, invece, il completamento del ripristino della Torre de’ Conti, dopo l’incidente dei mesi scorsi che ha portato alla morte di un operaio.
Render della passerella di Via Bonella (Studio Labics)
Render di Via dei Fori Imperiali verso il Colosseo (Studio Labics)
Letizia Riccio
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