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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoli«I film d'impresa devono essere dei gioielli», diceva Enrico Mattei ideando le iniziative di Agip. Lui, per la comunicazione di qualità, sceglieva come giurati Mario Sironi, Gio Ponti, Antonio Baldini e Mino Maccari. Anche oggi le aziende puntano in alto per produrre splendidi film, curatissimi, che meriterebbero una larga diffusione. Imperdibile quindi un’iniziativa come Premio Film Impresa, che vanta un cartellone fittissimo di appuntamenti durante la rassegna che si svolgerà a Roma dal 2 al 4 marzo. Due le proiezioni speciali. Ecco «Andata e ritorno», di Roberto Campagna ed Elena De Rosa (Ferrovie dello Stato Italiane), documentario che racconta il viaggio dei pendolari come metafora di vita e mobilità in Italia. E «Nuvola», di Francesca Molteni, docufilm che esplora la sede del Gruppo Lavazza e il suo rapporto con la città di Torino, realizzato in occasione del 130° anniversario dell’azienda.
Sarà il romano Cinema Quattro Fontane a ospitare la quarta edizione di Premio Film Impresa, progetto ideato e organizzato da Unindustria, con il supporto di Confindustria, dedicato al racconto audiovisivo dell’impresa e del lavoro attraverso il linguaggio del cinema. Il programma dell’edizione 2026 è stato presentato dal presidente del premio, Giampaolo Letta, dal direttore artistico Mario Sesti, dal presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, dal presidente di giuria Sergio Castellitto e da Lidia Cudemo, project leader di Uni.verso Pfi. Per il comitato scientifico di Pfi, sono intervenuti anche fra i golden partner Alberto Tripi, presidente di Almaviva, e Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana. Edison e UniCredit completano il gruppo dei golden partner dell’edizione, con event partner Ferrovie dello Stato Italiane e il Gruppo Lavazza.
Tra le novità, l’istituzione di un premio alla migliore musica originale, promosso da Caterina Caselli e Sugar Publishing. Giuseppe Tornatore riceverà il Premio Speciale alla Creatività come alfiere del Made in Italy per il film «Brunello, il visionario garbato», assieme a Brunello Cucinelli che riceverà il Premio Speciale per il Made in Italy all’estero. Per Letta, «il Premio Film Impresa è diventato negli anni un luogo di incontro reale tra cinema, industria e società, un progetto che continua a crescere e che dimostra come il racconto audiovisivo possa essere uno strumento culturale capace di restituire il senso, il valore e la complessità del fare impresa oggi». Da rilevare che in Italia «il comparto genera oltre 4,6 miliardi di euro di valore, ma è il Lazio a rappresentarne il baricentro industriale, concentrando circa il 60% del valore aggiunto nazionale, pari a quasi 2 miliardi di euro».
Tantissime le proposte del cartellone. Dal racconto dei cantieri e dei costruttori che stanno trasformando la Capitale in «#IncantiereperRoma» di Alessandro Giovanni Ciuffardi, realizzato per Ance Roma-Acer, all’impegno nel diritto alla salute e nella prevenzione portato avanti da DiagnostiCare Onlus in «Aiutarsi prevenendo» di Alberto Di Pasquale. Il rapporto tra informazione scientifica, cura e vita quotidiana è al centro di «Angioedema Real Life-Diario di bordo, direzione Itaca» di Ruggero Rollini, serie prodotta per Takeda, mentre «Food Farm 4.0» di Alessandro Lucente, per Food Farm ScpA, racconta un modello educativo che unisce scuola, imprese e filiera agroalimentare come esperienza di formazione e crescita. «Lavoriamo Insieme» di Ruggiero Torre, dedicato alla cooperativa Lavoriamo Insieme Ets. La memoria industriale con «Il sogno di Carlo» di Matteo Bellizzi, realizzato per la Fondazione Marazzato. Le professioni della comunicazione e il loro ruolo nello sviluppo sono al centro di «La Proiezione» di Giovanni Bedeschi e Massimo Tafi, prodotto per Confindustria Intellect. «Le Vie del Basilico» di Alessandro Lucente, per Barilla Group, attraversa la filiera agricola come racconto di territorio, competenze e responsabilità: un film che narra il percorso della materia prima, dalla semina fino al vasetto.
Il lavoro manifatturiero e industriale viene raccontato attraverso le esperienze dei più giovani in «Mattia fa le scatole-Storie di giovani in fabbrica» di Piero De Vecchi e Matteo Fiorini, per Enip-Gct, e attraverso la storia di un marchio simbolo dell’artigianalità italiana in «Non ci vuole un pennello grande…» di Graziano Menegazzo, realizzato per Pennelli Cinghiale. Completano il panorama «Rosetti Marino | 100 Years Young» di Giovanni Pitscheider, che ripercorre un secolo di storia industriale dell’azienda Rosetti Marino. «Sculpting The City» di Giorgio Ferrero, prodotto per Acpv Architects-Antonio Citterio Patricia Viel, che osserva il progetto architettonico come costruzione di una visione urbana globale. «Storia di una leggenda. Pininfarina» di Flavia Triggiani e Marina Loi. L’innovazione scientifica diventa racconto cinematografico in «Eureka! Storia di una invenzione impossibile» di Damiano Realini, realizzato per Ibsa Institut Biochimique Sa, che segue lo sviluppo di un farmaco come viaggio tra scienza, idee e immaginazione. Il rapporto tra responsabilità, memoria e destino è al centro di «Giuro» di Antonio Palumbo, prodotto per Inail, ambientato in un ospedale e costruito attorno a una promessa che attraversa il tempo. Il lavoro come incontro tra generazioni è raccontato in «Il primo giorno-Generazione Talento» di Daniele Barbiero, realizzato per Elis e Poste Italiane.
La dimensione cooperativa e il legame con il territorio emergono in «Il viaggio è appena iniziato» di Riccardo Calamandrei, prodotto per la Cooperativa Trasporti di Riolo Terme, che celebra ottant’anni di storia attraverso un racconto corale. Il dialogo tra passato industriale e futuro urbano è al centro di «La nostra via della seta» di Piergiorgio Crincoli, realizzato per Confindustria Ascoli Piceno, che intreccia memoria manifatturiera e rigenerazione contemporanea. «Mario in tHERApia-Ipnosi e Mario in tHERApia-La sindrome dell’abbandono» di Alessio Lauria, prodotti per Hera, affrontano temi legati alla cura e al rispetto dello spazio pubblico. «Pane Amore e Libertà» di Rovero Impiglia e Giacomo Cagnetti, realizzato per Magazzini Gabrielli, porta sullo schermo il tema della violenza economica attraverso lo sguardo dei bambini. La tradizione incontra la consulenza d’impresa in «Pulcinella inventa la Pizza» di Stefan Stechel, prodotto per Amber Consulting. «Punti nascosti» di Beatrice Baldacci, realizzato per Giffoni Innovation Hub, che racconta un incontro intergenerazionale come occasione di rinascita e consapevolezza. «Vista Hotel» di Damiano Giacomelli, prodotto per Interno Marche, osserva l’ospitalità come racconto intimo degli spazi e delle relazioni. «Volvo Trucks VLEx-Trasforma la tua passione» di Andrea Viotti, realizzato per Volvo Trucks Italia, che mette in scena il lavoro tecnico e la formazione come percorso di crescita professionale. Il valore dell’educazione e dell’empatia è al centro di «Ali» di Claudia Genolini, realizzato per Federmeccanica, favola contemporanea ambientata in un contesto scolastico. Il racconto dell’energia come forza collettiva attraversa «Enel. L’energia delle emozioni» di Igor Borghi, prodotto per Enel Italia, che mette al centro le storie delle persone comuni. «Harness the Horizon» di Stefano Chiesa, realizzato per Talarico Cravatte Roma, traduce l’idea di viaggio, libertà e stile in una narrazione visiva essenziale. La memoria industriale e infrastrutturale diventa protagonista in «I nostri primi 120 anni» di Emanuele Del Greco, prodotto per il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, e in «La libertà è movimento» di Igor Borghi, realizzato per Autostrade per l’Italia, che intreccia il racconto della mobilità con quello dello sviluppo economico e sociale del Paese. Uno sguardo intimo e contemporaneo emerge in «Tanti auguri» di Samuel Di Marzo, prodotto per Olidata, che affronta il tema della solitudine e dell’intelligenza artificiale. «Titanus 1904» di Giuseppe Rossi, realizzato per Titanus, ripercorre oltre un secolo di storia del più antico studio cinematografico italiano, intrecciando memoria industriale e storia del cinema. Il rapporto tra creatività, tempo e malattia è al centro di «Tutto il tempo del mondo» di Daniele Barbiero, prodotto per Takeda, che unisce racconto on the road e divulgazione. «Un’altra vita» di Costanza Cavallo, realizzato per l’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, utilizza il registro surreale per promuovere una riflessione su salute, consapevolezza e cambiamento degli stili di vita.
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