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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliQuesta sera a New York il mercato dell’arte si misura con una delle proprie prove più importanti degli ultimi anni. Nelle sale di Christie’s andrà in scena la vendita della collezione di S. I. Newhouse Jr., storico proprietario di Condé Nast e una delle figure più influenti del collezionismo americano del secondo Novecento. Sedici opere selezionate da una raccolta considerata da decenni tra le più importanti in mani private potrebbero superare complessivamente i 450 milioni di dollari.
I due lotti guida sono già entrati nella narrazione del mercato prima ancora della battuta finale. Number 7A (1948) di Jackson Pollock, monumentale drip painting dell’epoca eroica dell’Espressionismo Astratto, è stimato circa 100 milioni di dollari. La stessa cifra accompagna Danaïde (1913) di Constantin Brâncuși, bronzo dorato considerato una delle sculture più importanti mai apparse sul mercato negli ultimi anni. Entrambe le opere potrebbero ridefinire i record dei rispettivi artisti. Il Pollock appartiene a quel momento storico in cui New York sostituì definitivamente Parigi come centro simbolico dell’arte occidentale. È una pittura che non rappresenta semplicemente l’Espressionismo Astratto: coincide con la nascita stessa dell’idea di supremazia culturale americana nel dopoguerra.
Le dimensioni dell’opera (oltre i 3 metri!) ne rafforzano la natura quasi ambientale. Tobias Meyer, storico auctioneer e consulente della collezione Newhouse, ha ricordato come SI Newhouse avesse inseguito il dipinto per decenni prima di acquistarlo. Non si trattava di semplice acquisizione patrimoniale. Era una costruzione deliberata di qualità museale. Lo stesso vale per Danaïde di Brâncuși. La scultura, ispirata secondo la tradizione alla figura di Margit Pogany, era già entrata nella storia delle aste nel 2002 quando aveva stabilito un record assoluto per una scultura venduta all’asta. Oggi ritorna sul mercato dentro un contesto completamente diverso: un ecosistema globale in cui il collezionismo ultra-high-end si concentra sempre più su opere rare, iconiche e musealizzabili.
SI Newhouse collezionava per selezione radicale. La sua raccolta funzionava come un montaggio storico del modernismo del Novecento: Pollock, Johns, Picasso, Mondrian, de Kooning, Bacon, Rauschenberg, Warhol. Una collezione costruita non seguendo le mode ma consolidando snodi fondamentali della storia dell’arte moderna. La vendita di questa sera comprende anche Tête de femme (Fernande) (1909) e Homme à la guitare (1913) di Pablo Picasso. Quest’ultimo viene già descritto da Christie’s come una delle opere cubiste più importanti ancora in mani private. Il periodo 1912-1914 rappresenta infatti il cuore teorico del Cubismo analitico, momento in cui Picasso smonta definitivamente la rappresentazione tradizionale dello spazio. In parallelo emerge un altro elemento centrale: la provenienza. Nel mercato contemporaneo la qualità dell’opera non basta più. Serve anche una genealogia forte. La provenienza Newhouse funziona come garanzia culturale oltre che economica. Ogni opera porta con sé la memoria di uno dei più sofisticati collezionismi americani del secondo dopoguerra. È la logica della collezione come marchio. Non a caso Christie’s insiste continuamente su tre parole: qualità, rarità, provenienza. È la triade che oggi governa il mercato altissimo di gamma.
Ginevra Borromeo
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