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Particolare dell’arazzo raffigurante la «Decapitazione di San Giorgio», conservato nel Museo della Cattedrale di Ferrara e ora in fase di restauro

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Particolare dell’arazzo raffigurante la «Decapitazione di San Giorgio», conservato nel Museo della Cattedrale di Ferrara e ora in fase di restauro

Partito il restauro dell’arazzo con la «Decapitazione di San Giorgio» della Cattedrale di Ferrara

Realizzato tra il 1550 e il 1553 per la Cattedrale di Ferrara dal fiammingo Johannes Karcher, su disegni preparatori di Camillo Filippi e Luca d’Olanda, raffigura l’episodio conclusivo della vita del Santo

Roberto Mercuzio

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A Ferrara il 23 giugno si è proceduto allo smontaggio e alla movimentazione dell’arazzo cinquecentesco raffigurante la «Decapitazione di San Giorgio», capolavoro del Rinascimento conservato nel Museo della Cattedrale di Ferrara. L’opera è stata trasferita presso il laboratorio incaricato di eseguire il restauro conservativo (R.T. Restauro Tessile), esercizio specializzato nel restauro conservativo di manufatti tessili storici, attivo dal 1993 ad Albinea (Re).

L’intervento consente di recuperare e mettere in sicurezza uno dei manufatti tessili più preziosi del patrimonio storico artistico della città emiliana, appartenente al ciclo delle Storie dei Santi Patroni, realizzato tra il 1550 e il 1553 per la Cattedrale di Ferrara. Il progetto è finanziato con la quota Irpef dell’Otto per mille allo Stato, perciò sostenuto dal contributo concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito della ripartizione della quota dell’Otto per mille a diretta gestione statale. 

L’opera tessile, eseguita dall’arazziere fiammingo Johannes Karcher su disegni preparatori di Camillo Filippi e Luca d’Olanda, raffigura l’episodio conclusivo della vita di San Giorgio, patrono della città. L’arazzo documenta gli stretti rapporti culturali tra la corte estense e le grandi manifatture fiamminghe del tempo.

La fase preliminare di movimentazione del manufatto ha richiesto specifiche competenze tecniche per garantire la massima sicurezza durante le operazioni di smontaggio, imballaggio e trasporto. È un evento eccezionale nella storia recente del Museo della Cattedrale: l’ultima movimentazione risale infatti al 2000. Le operazioni sono state seguite e coordinate da Romeo Pio Cristofori, conservatore del Museo della Cattedrale e direttore tecnico del restauro, che accompagnerà l'intero percorso conservativo fino al rientro dell'opera in museo. 

«Con la conclusione delle delicate operazioni di movimentazione dell'arazzo e il suo trasferimento presso il laboratorio incaricato, prende concretamente avvio un intervento di grande importanza per la tutela del patrimonio culturale della nostra città, ha detto l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli. Parliamo di un’opera straordinaria, simbolo della storia religiosa e artistica di Ferrara che, grazie a un finanziamento ottenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, potrà essere restaurata e restituita alla piena fruizione del pubblico nelle migliori condizioni conservative. È un risultato di grande valore, reso possibile grazie all’impegno e alla professionalità di quanti hanno lavorato alla candidatura e alla costruzione del progetto: dal personale tecnico scientifico del Museo della Cattedrale ai funzionari del Comune che hanno seguito ogni fase dell’iter. Un lavoro di squadra, coordinata dalla dirigente del Servizio Cultura, Turismo e Rapporti Unesco Ethel Guidi, che premia gli sforzi compiuti negli anni per la tutela del patrimonio culturale cittadino e conferma il riconoscimento nazionale dell'importanza delle collezioni custodite dai nostri Musei Civici».

L’intervento contempla una serie di lavori finalizzati alla conservazione e alla valorizzazione dell’opera. Dopo le necessarie attività di documentazione e analisi preliminare, si procederà con la pulitura delle superfici, il consolidamento delle parti più fragili, la revisione dei precedenti interventi e la sostituzione degli elementi non più idonei alla corretta conservazione del manufatto.

Il restauro rappresenta una tappa significativa nel percorso di tutela e valorizzazione del patrimonio del Museo della Cattedrale e si inserisce nel programma di attività avviato in vista delle celebrazioni per il centenario dell’istituzione museale, che ricorrerà nel 2029. Al termine dei lavori, l’arazzo tornerà a essere esposto al pubblico, consentendo a cittadini e visitatori di riscoprire uno dei capolavori più importanti della storia artistica e culturale di Ferrara.

Roberto Mercuzio, 23 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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