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Redazione
Leggi i suoi articoliNell'aprile 2026 Milano ospiterà per la prima volta un’edizione internazionale di Paris Internationale, la fiera d’arte contemporanea francese nata dieci anni fa come alternativa sperimentale ai format tradizionali. L’evento sarà organizzato in concomitanza con Miart (17-19 aprile 2026), rafforzando il calendario della Milano Art Week e proiettando la città sempre più al centro della scena artistica europea.
Il format milanese seguirà lo spirito nomade che ha contraddistinto le edizioni parigine della fiera, spesso ospitate in dimore storiche in disuso. Anche a Milano, gli organizzatori stanno lavorando per individuare una location che unisca centralità urbana e valore architettonico, a testimonianza del legame tra arte contemporanea e patrimonio culturale. A guidare il progetto milanese sarà un team misto, formato da professionisti italiani e dallo staff francese, con il supporto operativo di ArtsFor, la realtà fondata da Camilla Invernizzi e Paolo Antonini.
L’espansione avviene in un momento particolarmente dinamico per Milano, che sta vivendo una fase di forte attrattività internazionale nel settore dell’arte contemporanea. Il capoluogo lombardo si è imposto negli ultimi anni come un hub creativo in crescita, attirando gallerie e investitori di rilievo internazionale. Tra i segnali più evidenti, l’arrivo in città di importanti realtà come la galleria Thaddaeus Ropac, anche questa con radici parigine. Due fattori chiave hanno contribuito a questo boom: la flat tax, che ha incentivato l’arrivo di nuovi contribuenti stranieri ad alto reddito, e la riduzione dell’IVA sulle transazioni artistiche dal 22% al 5%, un’aliquota più bassa perfino rispetto al 5,5% della Francia.
Nata dall’unione di tre gallerie – Crèvecoeur e Ciaccia Levi di Parigi, e Gregor Staiger di Zurigo – Paris Internationale compie nel 2025 il suo decimo anniversario. Con la direzione artistica di Silvia Ammon, la fiera ha consolidato un’identità fondata su indipendenza, collaborazione e ricerca, e la nuova tappa milanese mira ad amplificare questi valori su scala europea.
«Portare Paris Internationale a Milano è un’opportunità per consolidare le connessioni tra artisti, gallerie e istituzioni europee», si legge nel comunicato ufficiale della fiera. Entusiasta anche Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, che sottolinea come questa scelta rappresenti «un riconoscimento del lavoro svolto per rendere Milano un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea».
Secondo Nerina Ciaccia, della galleria Ciaccia Levi, Paris Internationale arriva a colmare un vuoto percepito da diverse gallerie emergenti: «Miart è una fiera solida e istituzionale, ma a Milano mancava un evento che unisse il mercato dell’arte a una forte componente culturale e comunitaria. Paris Internationale ha saputo costruire negli anni un’identità chiara, fatta di talk, ricerca e scambio tra artisti e gallerie».
L'arrivo di Paris Internationale, Miart che si sposta per la prima volta nella nuova sede di Allianz MiCo, il primo anno di Thaddaeus Ropac in città e lo stato di entusiasmo generalizzato accendono la curiosità per una delle Milano Art Week più attese degli ultimi anni.
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