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Veduta di Villa de Claricini Dornpacher, lato sud. È una delle 24 dimore storiche del Friuli-Venezia Giulia aperte il 25 e 26 aprile

Foto tratta da Wikipedia. Foto Fondazione de Claricini Dornpacher | CC0

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Veduta di Villa de Claricini Dornpacher, lato sud. È una delle 24 dimore storiche del Friuli-Venezia Giulia aperte il 25 e 26 aprile

Foto tratta da Wikipedia. Foto Fondazione de Claricini Dornpacher | CC0

Le aperture del 25 aprile: musei e siti statali, dimore storiche Fvg e Gallerie d’Italia

Sono accessibili al pubblico gallerie, parchi archeologici e musei celebri e sconosciuti, castelli, ville, giardini, complessi monumentali, le case avite del Friuli-Venezia Giulia e i musei di Intesa Sanpaolo

Anche quest’anno i due fine settimana di primavera del 25 aprile e del primo maggio rappresentano un’occasione importante per tornare a visitare i luoghi più belli del patrimonio culturale statale, che non include solo le gallerie e i parchi archeologici famosi, ma anche i musei e le aree archeologiche meno conosciuti, oltre ai castelli, le ville, i giardini e i complessi monumentali disseminati lungo tutta la Penisola. Il 25 aprile, i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente per iniziativa del Ministero della Cultura. Sarà giorno di apertura anche il Primo Maggio, Festa del Lavoro, con i consueti costi e orari di accesso.

Nel weekend del 25 e 26 aprile torna il Festival delle Dimore Storiche del Friuli-Venezia Giulia, appuntamento dedicato alla valorizzazione delle dimore private della regione. Promosso da Adsi-Associazione Dimore Storiche Italiane, sezione Friuli-Venezia Giulia, il Festival propone per questa nuova edizione 24 dimore aperte in tutta la regione. Come nelle precedenti edizioni, le visite saranno accompagnate dai proprietari stessi, custodi di storie, archivi e tradizioni tramandate nel tempo.

Sono diciannove le dimore in provincia di Udine: Casa Asquini (Fagagna), Casa Foffani (Clauiano di Trivignano Udinese), Casa Valle (Udine), Casaforte Bergum (Remanzacco), Folador Di Villa Rubini (Merlana), La Brunelde Casaforte d’Arcano (Fagagna), Palazzo de Gleria (Comeglians), Palazzo Orgnani (Udine), Palazzo Pavona Asquini (Udine), Villa de Claricini Dornpacher (Bottenicco di Moimacco), Villa Florio Maseri (Persereano di Pavia), Villa Gallici Deciani (Cassacco), Villa Iachia (Ruda), Villa Lovaria (Pavia di Udine), Villa Mangilli Schubert (Marsure di Sotto di Povoletto), Villa Orgnani Linda (Plaino di Pagnacco), Villa Pace (Tapogliano), Villa Ritter de Záhony (Aquileia), Villa Vitas (Cervignano del Friuli). Tre le dimore in provincia di Gorizia: Villa Attems (Lucinico), Villa del Torre (Romans d’Isonzo), Villa Marchese de’ Fabris (Begliano di San Canzian d’Isonzo). Due, infine, in provincia di Pordenone: Palazzo Scolari Salice (Polcenigo) e Villa Della Donna Stoinoff (Valvasone Arzene).

In occasione del 25 aprile, Intesa Sanpaolo apre gratuitamente al pubblico le quattro sedi delle Gallerie d’Italia a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire mostre e collezioni permanenti. • Alle Gallerie d’Italia di Milano è aperta la mostra fotografica «La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956», realizzata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. L’esposizione, a cura di Aldo Grasso, valorizza i servizi fotografici prodotti dall’Agenzia Publifoto in occasione delle prime Olimpiadi invernali ospitate in Italia, a Cortina d’Ampezzo nel 1956. • Alle Gallerie d’Italia di Napoli è in corso «Vortici. Alexi Worth in dialogo con la ceramica antica», che mette in relazione le ceramiche attiche e magnogreche della Collezione Intesa Sanpaolo con le opere dell’artista americano Alexi Worth. Nove dipinti dialogano con reperti della Collezione Caputi, selezionati da Richard Neer (Università di Chicago), in un confronto sul tema del simposio e della gestualità del bere. Lo stile essenziale e controllato di Worth rielabora soggetti quotidiani in chiave sospesa e contemplativa. • Alle Gallerie d’Italia di Torino sono protagoniste due mostre. «Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno» presenta per la prima volta l’intero ciclo fotografico avviato nel 2020, con immagini realizzate in diverse aree del mondo segnate dalla crisi climatica. Accanto a questa, «Diana Markosian. Replaced» esplora temi intimi e universali legati alla perdita, alla memoria e all’identità, attraverso un progetto visivo fortemente autobiografico. • Alle Gallerie d’Italia di Vicenza prosegue la mostra «Ceramiche e nuvole. Cosa le antiche ceramiche greche raccontano di noi», curata dall’Associazione Illustri e prorogata fino al 7 giugno: un inedito progetto scientifico-didattico dedicato alla valorizzazione della collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo.

Redazione, 24 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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