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Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliLe strategie, i risultati, persino gli episodi imprevedibili convergono a consolidare Parigi come la nuova piazza di riferimento in Europa. Almeno per gli europei e gli americani. Questa l'indicazione che arriva dalle art week londinesi e parigine, posizionate a braccetto a metà ottobre prima di quella di Torino, che si prepara in queste ore a partire. Se a Londra i collezionisti provengono sempre più dall'Asia, dato che si riflette nei cataloghi delle case d'aste, sempre più attenti ai loro gusti, la Ville Lumiere sembra raccogliere i flussi continentali e statunitensi, forse più solleticati dalla sensibilità latina della città. Un riassestamento tra mercati, dunque, che rimangono pur sempre permeabili e in continuo dialogo, la piazza londinese che a numeri non ha subito il crollo paventato. Ma che le maison puntino sempre più su Parigi è innegabile. Lo dimostra il flusso di lotti che transitano in città: sempre di più, sempre più di qualità, aggiudicati a cifre sempre più alte. E così fioccano i record per gli artisti su suolo francese. Un dato ancora più eloquente se guardiamo agli artisti in questione: Bonnard, Sisley, Loiseau, Moreau, Monet. Tutti francesi, tutti espressioni apicali dell'arte del Novecento. Stressando ancora più la questione, prendiamone due lembi estremi: prima del 22 ottobre, data delle aste principali della settimana, il record per Monet in Francia era sotto i 10 milioni di euro, ora supera i 50. Sono proprio i risultati registrati nelle ultime tornate serali da Sotheby’s, Christie’s e Phillips a tracciare il profilo di una piazza in forte accelerazione, capace di catalizzare l'attenzione del collezionismo internazionale e di assorbire lotti di caratura storica che un tempo avrebbero trovato collocazione quasi esclusiva a Londra o New York.
La riprova più evidente di questa espansione è arrivata da Sotheby’s con la dispersione della Collezione Schlumberger, conclusasi con un incasso complessivo di 74,4 milioni di euro, il più alto della maison in Francia. L'asta ha sancito il primato assoluto per l'opera più cara mai aggiudicata all'incanto nella storia del mercato francese: il monumentale «Iris» (1924-25) di Claude Monet, battuto per 50 milioni di euro dopo una gara di quarantacinque minuti tra sei offerenti internazionali, polverizzando il precedente record nazionale stabilito nel 2010 da Amedeo Modigliani con i 43,2 milioni di «Tête de Caryatide». La stessa sessione ha fatto cadere ulteriori record storici sul suolo francese, tra cui quello per Pierre Bonnard, con la tela «La Cueillette des Prunes» (1899 circa) aggiudicata a 2,5 milioni di euro (oltre tre volte la stima minima), e il nuovo vertice d'asta per le opere su carta di Gustave Moreau, grazie a «Rêve d’Orient» battuto a 1,4 milioni di euro, oltre all'exploit iniziale del bronzo «La Valse» di Camille Claudel, schizzato a 832 mila euro. A rafforzare il valore culturale del catalogo proposto è stato anche il ritiro a un passo dalla vendita di tre paesaggi giovanili di Paul Cézanne («La Ferme», «Arbres au Bord de la Rivière» e «Ciel Entre les Arbres»), stimati complessivamente fino a 2 milioni di euro. Dichiarati trésors nationaux dal Ministero della Cultura francese, i dipinti sono stati ritirati dal mercato privato grazie alla mediazione di Sotheby's per essere destinati alle collezioni pubbliche del Musée Granet di Aix-en-Provence, laddove nacquero.
La vitalità del segmento Impressionista ha trovato riscontro, poco prima, anche da Christie’s, dove la vendita della collezione degli eredi del mercante Paul Durand-Ruel ha registrato un totale di 42 milioni di euro per i 62 lotti offerti. A guidare la sessione è stato un altro capolavoro di Claude Monet, «Bord des falaises à Pourville» (1882), venduto per 12,7 milioni di euro, che ha stabilito il record d'asta per l'artista in terra francese, poco prima di essere superato da «Iris». L'incanto ha inoltre innescato una sequenza ravvicinata di primati nazionali: Alfred Sisley ha firmato un doppio record storico consecutivo, prima con «La route du Cœur-Volant en hiver, Louveciennes» (2,7 milioni di euro) e subito dopo con «Un Verger» (3,7 milioni), mentre Pierre-Auguste Renoir ha sfiorato il record assoluto per l'artista in Francia con «Jeunes Filles au bord de la mer», conteso fino a toccare 5,8 milioni di euro. In ambito post-impressionista, la competizione ha premiato Gustave Loiseau con due record consecutivi per le vedute «Falaises, Normandie» (768 mila euro) e «L’Aiguille et la Porte d’Aval» (793,6 mila euro). La nuova centralità parigina, come detto, si riflette in modo altrettanto evidente nella decisione di spostate sotto la Tour Eiffel cataloghi storici un tempo tenuti a Londra. È il caso del format Thinking Italian di Christie’s, giunto al suo venticinquesimo anniversario e stabilmente integrato nella vendita di arte del XX e XXI secolo, che ha totalizzato 21,01 milioni di euro. Il top lot è stato «Concetto Spaziale, Mezzogiorno in Piazza S. Marco» (1961) di Lucio Fontana, aggiudicato a 6,81 milioni di euro, seguito dal ritratto «Minoutcha» (1916-17) di Amedeo Modigliani, battuto a 6,20 milioni di euro dopo un'assenza dal mercato durata venticinque anni.
Lato Phillips, Parigi ha dimostrato di saper suonare più spartiti, non solo quello nazionale o della vicina italia. La maison ha sfogliato all'incanto un catalogo da circa 5 milioni di euro, sostenuto in gran parte dall'arte asiatica. Ottimo riscontro per «Pintura 5» (1958) dell'artista cinese Hsiao Chin, salita fino a 374 mila euro contro una stima di partenza di 50 mila, e soprattutto il nuovo record mondiale d'asta per Liu Guofu, la cui tela «Cold Mountain 25-6» ha toccato i 283,8 mila euro, polverizzando il precedente primato stabilito a Hong Kong nel 2023. Lotti che data la premessa iniziale sarebbero dovuti essere destinati a Londra, e invece sono passati di mano a Parigi. Se non la principale piazza europea, di certo quella più in crescita.
Alberto Camogli
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