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Gli ultimi «Iris» di Monet valgono 50 milioni in asta: è il risultato più alto di sempre in Francia

L’opera più cara mai battuta all'incanto nella storia del mercato francese ha guidato la vendita della Collezione Schlumberger, che da Sotheby’s Parigi ha incassato complessivamente 74,4 milioni di euro

Alberto Camogli

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Era il lotto più atteso, un record annunciato. E tale si è confermato. Con una maratona di quarantacinque minuti e il coinvolgimento di sei collezionisti internazionali, il monumentale «Iris» (1924-25) di Claude Monet è stato battuto da Sotheby’s per la cifra record di 50 milioni di euro. L'aggiudicazione ha così fissato il prezzo più alto mai raggiunto da un'opera venduta all'asta in Francia. Prima di Monet, il primato lo deteneva Amedeo Modigliani con i 43,2 milioni raggiunti nel 2010 da «Tête de Caryatide». Un volano straordinario per l'intero incanto dedicato alla Collezione Schlumberger, incentrata perlopiù su opere impressioniste, chiuso con un tutto venduto da 74,4 milioni di euro.

Ad aggiudicarsi il capolavoro, che partiva da una stima di 22-30 milioni di euro, è stata Jen Hua, Deputy Chairman di Sotheby's Asia, per conto di un collezionista privato del sud est asiatico. La grandiosa composizione di 160 per 180 centimetri, conservata nello stato originario senza alcun intervento di restauro successivo, costituisce l'esemplare di maggiori dimensioni ancora in mani private del ciclo di venti tele che il pittore dedicò ai fiori del suo giardino a Giverny negli ultimi anni di vita. Per intenderci, l'unico vero dipinto analogo è conservato al Musée Marmottan Monet di Parigi.

L'asta ha reso omaggio all'intuizione pionieristica di Jeanne Schlumberger (1889-1983) e della gallerista Katia Granoff (1895-1989). Nel 1958, quando la produzione tarda di Monet veniva ancora sottovalutata dal mercato d'oltralpe, Schlumberger finanziò a Granoff l'acquisizione dell'intero studio di Michel Monet, figlio ed erede del maestro. Una scelta profetica che ravvisò anticipò di quasi un decennio la riscoperta istituzionale del pittore. A convincerla fu il legame tra la pennellata morbida e liquida di Monet, così vicina all'Espressionismo Astratto in voga negli anni '50 da poterlo avere influenzato.

Dall'atelier dell'artista, fattore centrale nelle aggiudicazioni finale, provenivano anche altre opere di Monet in catalogo. L'imponente meditazione sul salice piangente «Saule pleureur» (o L'arbre de Feu, 1918-19) ha toccato i 9,7 milioni di euro, posizionandosi come secondo miglior risultato della serata e tra i valori più alti mai raggiunti dal pittore sul mercato francese. La veduta paesaggistica «La Seine à Vernon, Arbres» (1894) è salita fino a 4,3 milioni di euro, polverizzando la stima massima di 1,8 milioni, mentre lo scorcio della dimora di Giverny «La Maison à Travers les Roses» (1825-26 circa) è stato aggiudicato a 2,5 milioni di euro.

La serata ha visto cadere ulteriori primati per la piazza parigina. Pierre Bonnard ha registrato il suo nuovo record sul mercato francese con la tela «La Cueillette des Prunes» (1899 circa), battuta a 2,5 milioni di euro (oltre tre volte la stima minima), opera storica che costituiva il pannello centrale di un trittico. Gli altri due elementi sono conservati al Pola Museum of Art in Giappone. Nuovo vertice d'asta anche per le opere su carta di Gustave Moreau, con «Rêve d’Orient» aggiudicata a 1,4 milioni di euro.  Mentre, in apertura d'asta, il bronzo «La Valse» di Camille Claudel, una fusione del 1905, è schizzata fino a 832 mila euro.

Claude Monet, Iris

Claude Monet, La Seine a Vernon, l'arbre

Pierre Bonnard, La cueillette des prunes

Gustave Moreau, Reve d'Orient

Alberto Camogli, 22 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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