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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliA Brescia arriva per la prima volta Paolo Canevari. Dal 7 marzo al 19 aprile 2026 il MO.CA – Centro per le Nuove Culture ospita «Tutti giù per terra», mostra antologica che ripercorre oltre trent’anni di ricerca dell’artista romano, tra i protagonisti più riconosciuti dell’arte contemporanea italiana.
Il progetto, a cura di Ilaria Bignotti e Camilla Remondina, si sviluppa negli spazi dell’Appartamento nobile e dello Spazio espositivo di via Moretto 78, mettendo in dialogo grandi installazioni ambientali, opere pittoriche e scultoree. La selezione nasce da un lavoro curatoriale condotto attraverso sopralluoghi in città e negli ambienti del MO.CA, con l’obiettivo di costruire un percorso capace di confrontarsi con la storia e l’architettura del luogo.
Il titolo richiama la natura stessa delle opere presentate nell’Appartamento nobile: installazioni concepite per occupare il suolo e modificare la percezione dello spazio. Qui trovano posto lavori rappresentativi della produzione di Canevari tra gli anni Novanta e i primi Duemila. Da «Hanging Around» del 2006-2008 che si presenta come una grande forca, evocando il tema della disumanizzazione e delle ingiustizie storiche, a «Bombs» del 1999 che è composta da oltre un migliaio di copie del quotidiano politico «Mondo» del 1963 – anno di nascita dell’artista – insieme a camere d’aria di dimensioni ambientali. Accanto a queste opere, installazioni come «Constellation» del 2018, con perle adagiate su un tappeto di gomma nera, e «Infinite Ways (The Wanderer)» del 2006, in cui lo pneumatico diventa figura del viandante, ampliano la riflessione tra dimensione simbolica e memoria individuale.
Elemento ricorrente è il copertone, materiale industriale che Canevari utilizza come segno della contemporaneità e delle sue contraddizioni economiche e ambientali. L’oggetto, trasformato in struttura scultorea, diventa dispositivo critico e corpo politico.
Nello Spazio espositivo è presentata anche la serie «Monumenti della Memoria» – ciclo tuttora in corso – i cui dipinti sono realizzati con olio motore esausto su carte di diversa tipologia. Il materiale, impregnando il supporto, ne altera e in parte ne cancella il contenuto originario, evocando una memoria contaminata. I lavori, ispirati a fatti di cronaca e passaggi della storia collettiva, si affiancano ai grandi «Paesaggi», anch’essi eseguiti con olio esausto, e a opere di piccolo e medio formato realizzate con camere d’aria e pneumatici.
Oltre alla nostra, è in fase di definizione un public program che comprenderà la presentazione del catalogo, incontri con l’artista, visite guidate e momenti di approfondimento dedicati alla sua ricerca e al sistema dell’arte contemporanea.
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