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Redazione
Leggi i suoi articoliAnche ai vertici del mercato dell'arte l'aria inizia a farsi rarefatta. Pace Gallery, fondata a Boston nel 1960 e oggi attiva con sedi a New York, Los Angeles, Londra, Ginevra, Berlino, Seul e Tokyo, ha avviato una pesante operazione di ridimensionamento che prevede il licenziamento di circa cinquanta dipendenti su un totale di duecentocinquanta e l'esclusione di una cinquantina di artisti e collezioni dal proprio organico, che superava i centotrenta nomi.
L'obiettivo dichiarato è quello di concentrare le risorse future su un nucleo più ristretto di circa ottanta profili.Sebbene l'elenco ufficiale dei nomi esclusi non sia stato reso noto, i primi riscontri sul sito web della galleria evidenziano la sparizione di figure come Keith Coventry, Glenn Kaino, teamLab e John Gerrard, a fronte dei recenti ingressi di Anicka Yi e della fondazione legata a Constantin Brancusi.
Questa ristrutturazione giunge dopo una fase di prolungata flessione nel settore dell'arte contemporanea e segue le indiscrezioni circolate sulla stabilità finanziaria del colosso, gravato tra l'altro da costi di gestione imponenti, come gli oltre otto milioni di dollari di affitto annuale stimati per l'edificio principale nel quartiere di West Chelsea a Manhattan. L'amministratore delegato Marc Glimcher, figlio del fondatore Arne Glimcher, ha motivato la decisione sancendo il tramonto definitivo della formula della «mega galleria» sviluppatasi negli ultimi decenni. Secondo l'amministratore delegato, quella struttura organizzativa impone un sovraccarico burocratico e gestionale che finisce per sottrarre attenzioni ed energie al nucleo dell'attività, rendendo impossibile garantire un sostegno adeguato a elenchi di artisti diventati ormai troppo vasti.
I vertici della galleria propongono quindi un ritorno alle origini per valorizzare i sessantasei anni di storia del marchio, puntando a connettere le nuove generazioni di artisti con le figure storiche di riferimento del Novecento. Nonostante i tagli drastici, l'attività commerciale prosegue nei canali tradizionali. Proprio in concomitanza con l'annuncio della riorganizzazione, Pace ha confermato la propria partecipazione ad Art Basel, fiera svizzera tra le più importanti al mondo, dove presenterà le opere di figure storiche della scuderia quali Lynda Benglis, Alexander Calder, Agnes Martin e Louise Nevelson.
Qualità sopra la quantità, dunque. Forse l'unica soluzione utile a sorreggere un meccanismo non più sostenibile.
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