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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliA New York il Metropolitan Museum of Art ha annunciato il 9 aprile la nomina di Oluremi C. Onabanjo a curatrice del Dipartimento di Fotografia. Onabanjo arriva al Met dal Museum of Modern Art, dove ha ricoperto il ruolo di «Peter Schub curator» presso il Dipartimento di Fotografia Robert B. Menschel.
Nel suo nuovo ruolo al Met, si occuperà di organizzare mostre, acquisizioni e attività di ricerca nel campo della fotografia del XX secolo, di quella contemporanea e dei media a durata temporale (video, audio, performance), con un peculiare sguardo internazionale, in particolare in Africa e in Asia. Onabanjo contribuirà a guidare la gestione della Collezione Walther (un nucleo storico di oltre 6.500 fotografie, album e media a durata temporale) compresa una grande mostra prevista per il 2028, impostando al contempo una visione più interdisciplinare e interconnessa della fotografia.
«Oluremi C. Onabanjo è oggi una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea, dichiara Max Hollein, direttore e amministratore delegato del Met. La sua competenza e la sua visione curatoriale riflettono un profondo impegno nei confronti della storia di questo mezzo e un approccio ponderato al modo in cui la fotografia plasma la nostra comprensione del mondo. Mentre guardiamo al futuro dell’arte al Met (compreso lo sviluppo dell’ala Oscar L. e H.M. Agnes Hsu-Tang) la prospettiva di Onabanjo sarà preziosa per promuovere una narrazione dell’arte più ampia e globalmente connessa, favorendo nuovi dialoghi tra dipartimenti, culture e epoche».
«Onabanjo apporta una straordinaria profondità di conoscenza e un approccio rigoroso allo studio della fotografia, afferma Jeff Rosenheim, curatore responsabile del Dipartimento di Fotografia del Met. Il suo lavoro riflette una comprensione approfondita della storia di questo mezzo e delle sue evoluzioni globali, oltre a un forte impegno nell’ampliare la collezione in modo significativo e duraturo. Attendiamo con interesse le prospettive che applicherà al Dipartimento e al Museo nel suo complesso».
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