Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Jane Cohan, James Cohan, and David Norr

Photo by Jordan Tiberio. Courtesy of James Cohan Gallery

Image

Jane Cohan, James Cohan, and David Norr

Photo by Jordan Tiberio. Courtesy of James Cohan Gallery

Norr Cohan: la James Cohan Gallery cambia nome e leadership

David Norr assume la piena proprietà della galleria, segnando il passaggio generazionale avviato dai fondatori James e Jane Cohan

Michelangelo Tonelli

Leggi i suoi articoli

La James Cohan Gallery, con i suoi 2 spazi nel quartiere Tribeca di Manhattan, a New York, cambia nome e diventa NORR COHAN, segnando una nuova fase della propria storia dopo un percorso di transizione alla leadership pianificato nel tempo. Contestualmente, il partner David Norr assume la piena proprietà e la direzione della galleria.

Entrato a far parte della galleria nel 2015, Norr ha contribuito negli ultimi anni allo sviluppo del programma espositivo, al consolidamento dei rapporti con artisti e istituzioni e alla definizione delle strategie della galleria, lavorando a stretto contatto con i fondatori James e Jane Cohan.

Il passaggio di consegne è presentato come un'evoluzione nel segno della continuità. James Cohan continuerà infatti a collaborare con David Norr, mantenendo il rapporto con gli artisti rappresentati e con i collezionisti, mentre il cambio di denominazione intende riflettere tanto l'eredità della galleria quanto il suo nuovo assetto.

Fondata nel 1999, la galleria ribadisce che la propria missione resta invariata: sostenere gli artisti attraverso collaborazioni di lungo periodo, una programmazione espositiva ambiziosa e un costante impegno nella promozione delle loro pratiche.

Con il nuovo nome, NORR COHAN apre così un nuovo capitolo della propria attività, riaffermando la continuità del progetto e riconoscendo il ruolo svolto, negli ultimi venticinque anni, da artisti, collezionisti, istituzioni e dalla comunità che hanno contribuito alla crescita della galleria.

Michelangelo Tonelli, 16 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Michelangelo Tonelli

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Nuove indagini archeologiche nel santuario di Shtyllas, nei pressi dell'antica Apollonia, in Albania, hanno riportato alla luce monete coniate dalla città, frammenti scultorei e materiali architettonici risalenti all'età greca. Gli scavi, condotti tra settembre e ottobre 2026 da un'équipe albanese e tedesca, hanno fornito nuovi elementi per ricostruire il tetto del tempio dorico, databile alla seconda metà del V secolo a.C., realizzato anche con tegole di marmo provenienti da Paros e materiali importati da Corinto. Il monumento, oggi riconoscibile da un'unica colonna superstite, testimonia l'importanza dei rapporti artistici e commerciali tra la costa orientale dell'Adriatico e il mondo greco.

Christie’s crea una divisione globale dedicata alla cultura pop dopo i 105,3 milioni di dollari realizzati con la collezione Jim Irsay. Sotheby’s, Bonhams e Heritage presidiano già da tempo il settore, mentre lusso, memorabilia, sport, musica e design assumono un peso crescente nei cataloghi. Dietro l’allargamento delle categorie emerge una trasformazione del modello delle major: intercettare nuovi pubblici, abbassare la soglia d’ingresso e accompagnare lo stesso cliente attraverso mercati differenti.

Tremila euro al mese di affitto hanno costretto Domenico Belletti, quasi 81 anni, a chiudere l’attività di famiglia aperta nel 1928, rimasta l’unica edicola di Lipari. Ma i giornali non sono scomparsi: Belletti ha trasformato un furgoncino rosso in un punto vendita itinerante. Una storia locale che racconta un fenomeno nazionale: in vent’anni l’Italia ha perso 15mila edicole e circa 5mila comuni non ne hanno più nemmeno una.

Giacometti e il suo rapporto con l’Italia, la prima ampia personale italiana di Doris Salcedo, i processi creativi di Bruno Munari, Giovanni Anselmo dopo la scomparsa, Soutine e la Scuola di Parigi, fino alla diffusione di Leonardo nell’Europa di Rubens e Rembrandt. Milano ha già scoperto buona parte delle carte per il 2027: un calendario che attraversa Palazzo Reale, PAC, Fabbrica del Vapore, Castello Sforzesco e le altre istituzioni civiche, con progetti destinati in alcuni casi a raggiungere il 2028.

Norr Cohan: la James Cohan Gallery cambia nome e leadership | Michelangelo Tonelli

Norr Cohan: la James Cohan Gallery cambia nome e leadership | Michelangelo Tonelli