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Meg Onli e Zack Winokur

Courtesy del Whitney Museum of American Art, New York

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Meg Onli e Zack Winokur

Courtesy del Whitney Museum of American Art, New York

Nominati i curatori dell’83ma Whitney Biennial: Meg Onli e Zack Winokur

La storica rassegna dedicata all’arte contemporanea, che aprirà al pubblico nel marzo 2028, sarà guidata da due figure provenienti da ambiti differenti, ma accomunate da una ricerca che attraversa le arti visive, la performance e le nuove forme di espressione artistica

Alessia De Michelis

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Saranno Meg Onli e Zack Winokur a curare l’83ma edizione della Whitney Biennial, la storica rassegna dedicata all’arte contemporanea che aprirà al pubblico nel marzo 2028. Due figure provenienti da ambiti differenti, ma accomunate da una ricerca che attraversa le arti visive, la performance e le nuove forme di espressione artistica.

Meg Onli, entrata a far parte del Whitney Museum nel 2023 in qualità di curatrice esterna, ricopre oggi il ruolo di curatrice titolare della cattedra Nancy e Fred Poses. Il suo rapporto con la Biennale non è nuovo: nel 2024 ha già partecipato alla curatela della manifestazione insieme a Chrissie Iles. Prima del suo ingresso al Whitney, Onli ha lavorato a Los Angeles come co-direttrice e curatrice dell’Underground Museum, per poi assumere l’incarico di curatrice associata Andrea B. Laporte presso l’Institute of Contemporary Art dell’Università della Pennsylvania. Nel 2010 ha inoltre fondato il Black Visual Archive, un progetto nato con l’obiettivo di esplorare e rileggere la cultura visiva afroamericana contemporanea.

Accanto a lei ci sarà Zack Winokur, direttore artistico e co-fondatore di AMOC* (American Modern Opera Company), collettivo multidisciplinare che riunisce cantanti, ballerini, musicisti, autori e produttori. Una realtà che mette in dialogo linguaggi e pratiche performative differenti e che nel 2025 ha dato vita a un festival di cinque settimane al Lincoln Center di New York. Dal 2024 al 2026 Winokur ha ricoperto anche il ruolo di primo direttore artistico e produttore di Little Island, il parco culturale newyorkese dedicato alle arti e allo spettacolo. In precedenza era stato direttore artistico di NYPopsUp, iniziativa promossa a livello statale per favorire la ripartenza del settore delle arti performative dopo la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19.

La scelta di affidare la prossima Biennale a due professionisti con esperienze e percorsi così diversi sembra delineare un approccio curatoriale aperto al confronto tra discipline, sperimentazione e contaminazioni artistiche. L’appuntamento è dunque fissato al 2028, quando il Whitney tornerà a proporre uno sguardo sulle pratiche e sulle direzioni che stanno ridefinendo il panorama dell’arte contemporanea.

Alessia De Michelis, 06 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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