IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Fondazioni
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Arte e Imprese
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Guida AMART 2026
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Fondazioni
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Arte e Imprese
IL NUMERO DI NOVEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Guida AMART 2026Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Fulcro del progetto è «Deterrent» (2026), film in 35 mm nato da un episodio casuale a Los Angeles: una registrazione del tenore Enrico Caruso diffusa dagli altoparlanti di un minimarket 7-Eleven per allontanare i senzatetto
- Alessia De Michelis
- 06 novembre 2026
- 00’minuti di lettura
Uno still dal video «Deterrent» di Cyprien Gaillard
Courtesy l’artista, Sprüth Magers e Gladstone Galler
Quando la musica diventa uno strumento di controllo: Cyprien Gaillard alla Fondazione Prada
Fulcro del progetto è «Deterrent» (2026), film in 35 mm nato da un episodio casuale a Los Angeles: una registrazione del tenore Enrico Caruso diffusa dagli altoparlanti di un minimarket 7-Eleven per allontanare i senzatetto
- Alessia De Michelis
- 06 novembre 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLa musica classica come strumento di deterrenza, lo spazio pubblico come territorio sempre più sottratto alla collettività, il paesaggio urbano come risultato del conflitto tra conservazione e consumo. Sono alcune delle tensioni al centro di «Tutti zitti», la mostra di Cyprien Gaillard che Fondazione Prada presenta dal 3 dicembre al 4 ottobre 2027 negli spazi di Osservatorio, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.
Fulcro del progetto è «Deterrent» (2026), film in 35 mm nato da un episodio casuale a Los Angeles: una registrazione del tenore Enrico Caruso diffusa dagli altoparlanti di un minimarket 7-Eleven per allontanare i senzatetto. Da questa immagine, Gaillard sviluppa una riflessione sulla trasformazione della musica, patrimonio culturale europeo, in dispositivo di controllo sociale. Il film attraversa periferie, architetture, luoghi sorvegliati e paesaggi urbani, intrecciando arie operistiche, rumori quotidiani e suoni ambientali.
La mostra amplia questa indagine attraverso video, fotografie, disegni, sculture e materiali d’archivio. Tra le opere, «Formation» (2022), dedicata a uno stormo di parrocchetti invasivi a Düsseldorf, e «Mozart morente» (1877-78) di Rinaldo Carnielo, in dialogo con il tema della memoria e della perdita culturale. Inedita anche la serie di frottage «Stiletto Marks» (2026), realizzata sui pavimenti del Teatro alla Scala, da cui provengono inoltre oggetti di scena e arredi trasferiti temporaneamente a Osservatorio.
Il titolo richiama il coro di «Madama Butterfly» di Puccini, presentata proprio alla Scala nel 1904. Non è casuale la scelta della Galleria Vittorio Emanuele II: monumento del progresso e del commercio ottocentesco, rappresenta per Gaillard il luogo emblematico delle contraddizioni della modernità.
Completano il percorso un archivio di Polaroid, oggetti legati a Enrico Caruso e un intervento sonoro concepito per l’ascensore dello spazio espositivo.