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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliDomani 18 ottobre, a Massa Martana (Pg), verranno presentati i lavori di restauro e risanamento conservativo dell’abside della Chiesa di Santa Maria in Pantano, uno degli edifici di culto più antichi della Diocesi di Orvieto-Todi e del territorio umbro, le cui origini sono ascrivibili all’VIII-IX secolo, con riutilizzo di strutture murarie di età tardoantica.
Gli interventi, condotti sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e il supporto dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali e l’Edilizia di culto, sono stati eseguiti per ristabilire la piena fruibilità della chiesa, parzialmente danneggiata dal terremoto del 2016.
Con il consolidamento degli intonaci e degli affreschi, propedeutico all’intervento strutturale sulle murature lesionate, si è proceduto anche al loro successivo restauro pittorico. Questa seconda parte degli interventi è stata attuata grazie al contributo della Fondazione Perugia, che ha finanziato gran parte di questo intervento.
Sono stati così restituiti alla fruizione pubblica la parte superiore dell’affresco centrale dell’abside (già restaurato circa vent’anni fa per iniziativa della Parrocchia) raffigurante lo stemma di papa Gregorio XIII e la Crocifissione tra San Francesco e committente, opere realizzate tra la fine del Cinque e gli inizi del Seicento. Inoltre è riemerso un affresco, con ogni probabilità risalente al IX secolo, raffigurante San Pietro apostolo, già parzialmente scoperto in occasione dei lavori di consolidamento dell’edificio condotti nei primi anni Duemila, ma solo oggi consolidato e restaurato.
Gli interventi eseguiti, progettati dallo Studio Lombardini (architetto Elisabetta Durastanti e ingegnere Andrea Lombardini), realizzati dall’impresa Sbernicchia Srl per la parte muraria e dalla restauratrice Rita Canneori per quella relativa al consolidamento degli intonaci e degli affreschi, sono stati finanziati anche con fondi 8xMille alla Chiesa Cattolica e con fondi propri della Parrocchia di Villa San Faustino-Montignano, entro la cui giurisdizione ricade l’edificio sacro.
La presentazione dei lavori prevede i saluti iniziali del parroco, padre Alfredo Federici Tor e di Giovanna Bandinu, coordinatrice dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto e presidente dell’Associazione Diocesana “Pietre Vive”, ai quali faranno seguito gli interventi di Francesco Campagnani, archivista della Diocesi, che ripercorrerà le vicende storiche e artistiche dell’edificio, di Rita Canneori, che illustrerà gli interventi di restauro eseguiti sugli affreschi, e di Andrea Lombardini, che parlerà dei lavori di consolidamento strutturale eseguiti sull’edificio.
Roberto Mercuzio
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