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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliAll’Aquila il cantiere della Cattedrale di San Massimo e San Giorgio ha aperto le porte alla stampa per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori di ricostruzione di uno dei simboli più significativi dell’identità cittadina. Erano presenti il soprintendente Massimo Sericola, il sindaco Pierluigi Biondi e, in rappresentanza dell’Arcidiocesi, il parroco della Cattedrale don Artur Sidor. La visita è arrivata a pochi giorni dalla rimozione dei ponteggi dalla facciata restaurata, oggi nuovamente visibile nella sua interezza dopo anni di lavori.
Obiettivo della Soprintendenza è quello di riconsegnare la principale chiesa cittadina al culto e alla comunità entro l’anno in corso. Durante la visita l’architetto Augusto Ciciotti, direttore dei lavori, ha illustrato le principali fasi dell’intervento, ricordando i gravissimi danni subiti dall’edificio nel terremoto del 2009, con il crollo di parte dell’area absidale. Sono terminati gli interventi strutturali più complessi, dal consolidamento delle strutture murarie al rifacimento delle volte e delle pilastrature crollate, mentre proseguono i restauri degli apparati decorativi e le ultime lavorazioni agli impianti. Tra qualche tempo sarà inoltre ricollocato il prezioso coro ligneo settecentesco.
Nel corso del suo intervento, il sindaco Pierluigi Biondi ha anche menzionato gli sblocchi normativi per facilitare la ricostruzione degli edifici religiosi. «Il lavoro fatto in questi anni è stato anche quello di superare un ostacolo normativo che per troppo tempo ha bloccato la ricostruzione dell’edilizia religiosa nella nostra città», ha dichiarato il primo cittadino, facendo riferimento alla norma del 2015 che limitava gli interventi sugli edifici di culto non vincolati. «Grazie a un’iniziativa promossa dal Comune, il Governo è intervenuto con la Legge di Bilancio 2026, restituendo una prospettiva concreta a tanti luoghi fondamentali per la vita delle nostre comunità».
Biondi ha quindi sottolineato l’auspicio di poter raggiungere entro il 2026 un traguardo particolarmente significativo: «Da un lato il Teatro comunale, dall’altro la nostra Cattedrale. Due simboli della rinascita che testimoniano l’accelerazione impressa alla ricostruzione. L’Aquila Capitale italiana della Cultura ci ha dato uno stimolo ulteriore e vogliamo continuare su questa strada».
Il sindaco ha infine evidenziato il valore degli edifici religiosi non solo come patrimonio storico e artistico, ma come autentici presìdi di socialità e punti di riferimento per le comunità del territorio.
Roberto Mercuzio
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