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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliUn frammento della storia artistica e devozionale di Napoli torna alla luce dopo secoli. Si sono conclusi i lavori di restauro del dipinto murale settecentesco scoperto lo scorso anno nella chiesa di Santa Luciella, nel cuore del centro storico, nascosto sotto uno strato di intonaco. L’opera è stata presentata venerdì 16 ottobre nel Cimitero sotterraneo ai Librai, luogo di culto e memoria popolare legato alla tradizione delle «anime pezzentelle» e noto per custodire il celebre teschio con le orecchie.
La scoperta è nata quasi per caso. Una piccola crepa, inizialmente attribuita forse all’umidità, aveva attirato l’attenzione degli operatori, suggerendo che sotto la superficie bianca si celasse qualcosa di più. Un’indagine accurata ha permesso di individuare la pittura e avviare il percorso di recupero, fino a riportare alla luce l’intera composizione. Il dipinto raffigura una croce con la corona di spine e parte di una lancia, simboli della Passione di Cristo, insieme a due figure riconducibili alle anime del Purgatorio, le cosiddette «anime pezzentelle», espressione di una devozione profondamente radicata nella cultura napoletana.
Il restauro è stato realizzato da Artes-Restauro e Servizi per l’Arte, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. L’intervento è stato sostenuto dalla Fondazione Banco di Napoli, grazie all’impegno dell’Associazione Respiriamo Arte e al contributo della storica dell’arte Bianca Stranieri, che ha segnalato la scoperta alla Fondazione. Le analisi diagnostiche sulle superfici murarie sono state condotte da Yococu Aps.
«Il sostegno della Fondazione Banco di Napoli sottolinea la costante attenzione verso la tutela del patrimonio culturale, la valorizzazione del territorio e la costruzione di nuove opportunità per le giovani generazioni», ha dichiarato il presidente Orazio Abbamonte.
Per Massimo Faella, dell’Associazione Respiriamo Arte, il recupero dimostra quanto l’osservazione attenta dei luoghi possa trasformare una traccia apparentemente insignificante in una nuova testimonianza storica. Il lavoro congiunto di studiosi, restauratori e istituzioni ha consentito di restituire alla collettività un elemento importante della memoria di Santa Luciella.
Anche Bianca Stranieri sottolinea il valore dell’intervento, che ha restituito leggibilità e dignità a un’opera rimasta nascosta per secoli. La scoperta sarà inoltre approfondita in una tesi di laurea magistrale presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, con un percorso dedicato agli aspetti del restauro e agli approfondimenti storico-artistici.
Il recupero si inserisce nel più ampio progetto di rinascita promosso da Respiriamo Arte, impegnata nella tutela e nella valorizzazione di luoghi storici napoletani, tra cui la vicina chiesa dell’Arte della Seta. In occasione della presentazione del dipinto è stata inaugurata anche la mostra fotografica «I vantaggi delle piccole mostre», curata da Camillo Ripaldi e visitabile a Santa Luciella fino alla fine di ottobre.
Una crepa nell’intonaco si è così trasformata in un’occasione di riscoperta: un’opera restituita alla città che arricchisce la conoscenza di un luogo in cui arte, fede e tradizioni popolari continuano a intrecciarsi.
Roberto Mercuzio
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