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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliIn modo piuttosto discreto, la New Art Dealers Alliance (NADA) ha deciso di cancellare l'edizione parigina della sua fiera, prevista per ottobre 2025, originariamente annunciata in parallelo con Art Basel Paris. La decisione, confermata da più fonti ma mai comunicata pubblicamente, è passata quasi inosservata, nonostante l’interesse riscosso dalla prima edizione dell’evento.
A rivelarlo è Artnet News, che ha appreso che la cancellazione è stata comunicata in forma privata già a metà luglio ai soggetti coinvolti. La seconda edizione del Salon by NADA and The Community, che avrebbe dovuto svolgersi dal 21 al 26 ottobre, era stata inizialmente annunciata ad aprile tramite i canali ufficiali della NADA. Tuttavia, né la lista degli espositori né la sede erano mai stati confermati.
La prima edizione, tenutasi nel 2024, aveva riscosso un buon successo. Quasi cinquanta gallerie partecipanti, tra cui realtà consolidate come 52 Walker (New York), Harper's (New York e Los Angeles) e Sorry We're Closed (Bruxelles). Nonostante l’assenza di dettagli ufficiali per il secondo appuntamento, alcuni galleristi avevano già manifestato interesse per l’edizione 2025, anche in assenza di un contratto formale. Uno di loro ha raccontato che, sebbene avesse espresso una disponibilità informale, nessun dettaglio organizzativo era mai stato condiviso.
A colmare il vuoto lasciato dalla mancata fiera NADA ci pensa Brigitte Mulholland, gallerista e membro attivo dell’associazione, che ha preso in affitto uno spazio nel cuore del Marais, al 7 di Rue Froissart. Lì, dal 19 al 25 ottobre, prenderà vita una mostra collettiva con circa sette gallerie coinvolte. All’iniziativa parteciperà anche Sara Maria Salamone, co-fondatrice della Mrs.gallery di New York, pronta a collaborare alla realizzazione del progetto. Un concetto ribadito anche da Rob Dimin, altro membro della NADA, che esporrà anch'egli nello spazio alternativo di Parigi.
La cancellazione si inserisce in un contesto più ampio di turbolenza e trasformazione nel mercato dell’arte contemporanea. Tra chiusure, fusioni e ridimensionamenti, anche altre fiere hanno subito battute d’arresto. Mentre i colossi del sistema si allargano accaparrandosi spazi e attenzioni - vedi Art Basel e Frieze - le realtà piccole e indipendenti sono chiamate a trovare costantemente nuove soluzioni e a reinventarsi. Quel che non cambia è l'energia della scena artistica indipendente, che a dispetto delle avversità continua a portare avanti ideali e progetti di spessore.
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