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Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliLe aste autunnali di New York si avvicinano e, mano a mano che la vista si fa più chiara, collezionisti e appassionati mettono a fuoco sfumature e occasioni di una proposta artistica senza pari. Non solo, dunque, le grandi e note realtà del mercato secondario - da Sotheby's a Christie's, da Phillips a Bonhams - ma anche le case d'aste meno chiacchierate hanno in catalogo opere eccezionali. Tra queste Fair Warning, che per l'appuntamento del 19 novembre ha annunciato la presenza di «In the Milky Lake / Thinking One» (2011), monumentale e malinconica tela di Yoshitomo Nara, stimata tra i 10 e i 15 milioni di dollari.
L'opera racchiude un valore storico ed emotivo del tutto singolare all'interno del catalogo dell'autore. Eseguita nel 2011 all'indomani del devastante terremoto del Tōhoku e del disastro di Fukushima, eventi che colpirono al cuore la prefettura d'origine di Nara e che l'artista paragonò agli stravolgimenti di un conflitto bellico, il dipinto rappresenta l'unico grande lavoro portato a compimento in un anno traumatico. Con i suoi oltre due metri e mezzo d'altezza, il lavoro segna una svolta formale per l'autore: la sua tipica figura di bambina abbandona lo sguardo sornione, di sfida o di rabbia che ne aveva caratterizzato la produzione precedente per adagiarsi in una postura assorta, a occhi chiusi, affondando le ginocchia in un fondo cromatico color avorio.
Si tratta del punto zero della fase più introspettiva e contemplativa di Nara. Custodita nella stessa collezione privata fin dalla sua creazione, l'opera è apparsa in tutte le principali retrospettive dedicate all'artista nell'ultimo decennio (compresa la grande rassegna del LACMA di Los Angeles nel 2021). Loïc Gouzer, fondatore di Fair Warning, ha dichiarato di aver inseguito il dipinto per dieci anni prima di poterne curare la vendita, sottolineando come la profondità concettuale di Nara superi di gran lunga la parvenza illustrativa o commerciale che le sue figure di infanti hanno a lungo suggerito al mercato.
L'asta di Fair Warning si inserisce in una stagione particolarmente densa per l'artista negli Stati Uniti. A Washington D.C. Nara inaugurerà il rinnovato giardino di sculture dell'Hirshhorn Museum con tre imponenti sculture in alluminio dipinto, mentre a New York debutterà negli spazi di David Zwirner, segnando la prima personale in città da quasi un decennio e il passaggio ufficiale della sua rappresentanza dopo l'addio alla galleria Pace.
L'attuale record d'asta dell'artista appartiene a «Knife Behind Back» (2000), venduto da Sotheby's a Hong Kong nel 2019 per 24,9 milioni di dollari (196 milioni di dollari di Hong Kong), la cifra più alta mai raggiunta da un autore giapponese sul mercato secondario. Nonostante la contrazione delle aggiudicazioni complessive registrata dal segmento contemporaneo negli ultimi tre anni rispetto al picco del quinquennio 2019-2023, la proposta di Fair Warning intende scommettere sul valore museale del capolavoro. Prima dell'incanto del 19 novembre, la tela sarà presentata a New York all'interno di un allestimento pop-up a Chelsea ispirato alle sale da tè giapponesi.
Alberto Camogli
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