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Guggenheim Abu Dhabi

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Guggenheim Abu Dhabi

Monumentale e innovativo: cosa sappiamo, per ora, del Guggenheim Abu Dhabi

Dalle ipertrofiche caratteristiche architettoniche firmate Frank Gehry alla collezione permanente del museo, che muovendo dal 1960 in poi propone un percorso che supera il canone eurocentrico

Riccardo Deni

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Il Department of Culture and Tourism - Abu Dhabi e la Solomon R. Guggenheim Foundation hanno fissato l'inaugurazione ufficiale per l'11 dicembre 2026. Con 80.000 metri quadrati complessivi, l'imponente complesso firmato da Frank Gehry sulla punta dell'isola di Saadiyat integra dieci coni scultorei con funzione di ventilazione bioclimatica e 30 gallerie espositive. La collezione permanente dal 1960 a oggi supera il canone eurocentrico per proporre un percorso transculturale organizzato per temi.

Oltre vent'anni dopo i primi annunci, l'attesa attorno a quello che si preannuncia come uno dei progetti museali più ambiziosi del XXI secolo sta per concludersi. L'11 dicembre 2026 aprirà ufficialmente al pubblico il Guggenheim Abu Dhabi, polo d'arte moderna e contemporanea destinato a completare la costellazione del Saadiyat Cultural District, già sede del Louvre Abu Dhabi e pronto ad accogliere lo Zayed National Museum, il Natural History Museum e teamLab Phenomena. Punto di convergenza tra la tradizione della fondazione newyorkese e la posizione strategica degli Emirati Arabi Uniti come crocevia culturale, l'istituzione è la quinta sede espositiva di prestigio internazionale del grande brand museale.

Il contenitore stesso si configura, come per gli altri edifici, come un'opera monumentale. Firmato dal Pritzker Prize Frank Gehry, il complesso si estende su una superficie totale di circa 80.000 metri quadrati, conquistando il primato di struttura museale più grande mai realizzata dall'architetto canadese-americano. Situato sulla punta dell'isola di Saadiyat, direttamente affacciato sulle acque del Golfo, il museo si articola attorno a un imponente atrio centrale che distribuisce il percorso tra 11.600 metri quadrati di spazi al coperto suddivisi in 30 gallerie e ben 23.000 metri quadrati di aree espositive all'aperto, pensate per accogliere installazioni su grande scala e commissioni site-specific.

L'elemento più spettacolare e riconoscibile del profilo architettonico è rappresentato da dieci coni scultorei che si innalzano fino a 88 metri d'altezza, di cui nove rivestiti da una maglia in acciaio inossidabile e uno realizzato in una suggestiva combinazione di onice e vetro. Oltre a definire una silhouette inconfondibile nel panorama dell'isola, le strutture svolgono un ruolo chiave di ingegneria bioclimatica, catturando le correnti d'aria per generare ombra e ventilazione passiva, rispondendo così in modo diretto ed efficiente alle condizioni climatiche estreme della regione.

Se l'edificio definisce l'impatto visivo dell'opera, è l'impianto curatoriale a segnarne la reale discontinuità rispetto ai modelli museali tradizionali. Avviata nel 2009, la collezione permanente del Guggenheim Abu Dhabi copre la produzione artistica dal 1960 a oggi, concentrando l'attenzione sulle ricerche maturate in Asia occidentale, Nord Africa, Asia meridionale e nelle regioni limitrofe, messe in dialogo costante con le principali correnti internazionali. Come ha sottolineato il Presidente del DCT Abu Dhabi, S.E. Mohamed Khalifa Al Mubarak, il museo nasce dalla convinzione che la cultura sia il ponte più solido tra i popoli e punta a offrire nuove prospettive sull'arte contemporanea rendendo visibili storie provenienti da ogni parte del mondo.

Superata la cronologia lineare imperniata sull'asse Europa-Nord America, l'itinerario espositivo si snoda attraverso grandi nuclei tematici che spaziano dalle diverse declinazioni dell'astrazione alla rielaborazione della cultura popolare e dei mass media, fino all'esplorazione del rapporto con la terra e l'ambiente naturale, all'uso del linguaggio e della scrittura concettuale e alle nuove forme di narrazione e memoria collettiva. In questo modo, visitatori e studiosi saranno invitati a navigare la storia dell'arte recente attraverso influenze incrociate, consonanze e corrispondenze geografiche piuttosto che attraverso rigide categorie temporali.

Nei mesi che precederanno l'inaugurazione, la fondazione svelerà i dettagli sulle mostre di debutto, la prima selezione di opere della collezione e le commissioni internazionali affidate agli artisti, coronando un decennio di programmazione culturale e pubblica già attiva sul territorio.

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Riccardo Deni, 28 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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