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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliTre istituzioni, tre continenti e un patrimonio condiviso di arte moderna e contemporanea. Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, il Centre Pompidou di Parigi e M+ di Hong Kong avviano una nuova alleanza culturale internazionale con l’obiettivo di ampliare la circolazione delle opere, favorire lo scambio di competenze e ripensare le modalità di produzione e diffusione della cultura visiva.
L’accordo quadro, siglato il 30 ottobre a Hong Kong dai direttori Christophe Cherix, Laurent Le Bon e Suhanya Raffel, prevede mostre co-organizzate, programmi condivisi, prestiti a lungo termine e collaborazioni nella ricerca curatoriale e nella conservazione. Le tre istituzioni manterranno autonomia e identità, ma potranno operare congiuntamente, mettendo a disposizione del pubblico risorse e competenze che, singolarmente, non avrebbero la stessa portata.
La dimensione dell’iniziativa è significativa: i musei raggiungono complessivamente circa 10 milioni di visitatori in presenza e 125 milioni online ogni anno. Un bacino internazionale che l’alleanza intende trasformare in una rete di scambio più capillare, capace di valorizzare prospettive culturali differenti e raccontare la creatività del XX e XXI secolo in un contesto sempre più interconnesso.
Fondate rispettivamente nel 1929, 1977 e 2021, le tre istituzioni condividono una vocazione multidisciplinare e un impegno nella promozione della ricerca e degli artisti contemporanei. MoMA porta in dote una delle collezioni più influenti nella storia dell'arte moderna; il Centre Pompidou, nato come laboratorio di dialogo tra arti visive, architettura, design, cinema e musica, attraversa oggi una fase di trasformazione legata alla ristrutturazione della sede parigina; M+, nel distretto culturale West Kowloon di Hong Kong, rappresenta un riferimento internazionale per la cultura visiva contemporanea asiatica, con una collezione di oltre 9mila opere.
L’intesa assume così anche un valore strategico: non soltanto una collaborazione tra grandi musei, ma un modello di cooperazione che punta a superare i confini geografici e istituzionali, moltiplicando le occasioni di accesso, confronto e interpretazione dell’arte globale.
Alessia De Michelis
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