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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliL’acqua, i materiali naturali, le tecniche artigianali e l’adattamento al clima diventano strumenti di sperimentazione progettuale a Doha. Dal 5 novembre al 31 gennaio 2027, la seconda edizione di Design Doha presenterà cinque nuove installazioni site specific nel quartiere di Fereej Al Asmakh, nell’ambito del programma Public Design Commissions, sostenuto dalla Public Works Authority (Ashghal) del Qatar.
Curati da Javier Peña Ibáñez, direttore del festival di architettura e design Concéntrico di Logroño, i progetti reinterpretano conoscenze tradizionali della regione Menasa-Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale traducendole in interventi contemporanei per lo spazio civico.
Meriem Chabani, cofondatrice dello studio NEW SOUTH, firma «Salsabil», che combina ceramica artigianale e sistemi di nebulizzazione per creare aree pedonali più fresche. «Cooling Pots», di Haitam Daoudi e Oscar Cruz / +.atelier, amplia invece il principio dei recipienti in terracotta utilizzati per raffreddare l’acqua, trasformandolo in un dispositivo di raffrescamento passivo.
In «Palm Construct», l’architetto emiratino Abdalla Almulla esplora le potenzialità strutturali della palma da dattero attraverso tecniche di progettazione parametrica e geometrie ispirate all’intreccio. «Shoreline», del collettivo platau | platform for architecture and urbanism, richiama la costa originaria di Doha e la tradizione costruttiva dei dhow, le imbarcazioni locali. «Falajscape», infine, di Eugenio Fernandez e Victor Nouman, fondatori di Studio By Three, rilegge il falaj, storico sistema d’irrigazione a gravità della Penisola Arabica, come infrastruttura contemporanea capace di connettere acqua e vita pubblica.
Più che concentrarsi esclusivamente sugli esiti formali, il programma valorizza anche i processi produttivi e le collaborazioni tra progettisti, artigiani e maestranze locali. La biennale affiancherà alle commissioni oltre venti mostre e il lavoro di più di cento designer e studi multidisciplinari. Tra gli appuntamenti principali, Arab Design Now 2026, curata da Noura Al Sayeh, riunirà 81 designer, 78 nuove commissioni e 17 film, confermando il ruolo della manifestazione come piattaforma internazionale per la creatività contemporanea della regione.
Alessia De Michelis
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