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Una veduta della Room 95 al British Museum di Londra, che ospita la Sir Percival David Collection

Foto Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, Patche99z

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Una veduta della Room 95 al British Museum di Londra, che ospita la Sir Percival David Collection

Foto Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, Patche99z

Misterioso incidente al British Museum: due porcellane Qing ridotte in frantumi

Lo scorso 4 ottobre, una ciotola in ceramica risalente al periodo Kangxi (1662-1722) della dinastia Qing si è «staccata» dal suo supporto per motivi ancora ignoti, precipitando dal ripiano superiore di una vetrina e frantumandosi sopra una scatola circolare dello stesso periodo posta più in basso

Giorgio Valentini

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Un giallo e una nuova polemica conservativa scuotono la Room 95 del British Museum di Londra, che ospita la Sir Percival David Collection, una straordinaria collezione di quasi 1.700 ceramiche cinesi databili tra III e XX secolo. Lo scorso 4 ottobre, una ciotola in ceramica risalente al periodo Kangxi (1662-1722) della dinastia Qing si è «staccata» dal suo supporto per motivi ancora ignoti, precipitando dal ripiano superiore di una vetrina e frantumandosi sopra una scatola circolare dello stesso periodo posta più in basso. Entrambi i reperti sono rimasti gravemente danneggiati.

Secondo le ricostruzioni fornite dal museo londinese, le registrazioni del sistema di videosorveglianza confermano che al momento dell’impatto la sala era completamente vuota e che nella struttura non erano in corso lavori d’ingegneria o cantiere capaci di generare vibrazioni. Un portavoce dell’istituzione ha specificato che né la mensola né il supporto di montaggio mostrano cedimenti o difetti strutturali.

I due oggetti, originari delle celebri fornaci di Jingdezhen nella provincia di Jiangxi, fanno parte della prestigiosa Sir Percival David Collection, ufficialmente donata al museo nel marzo 2025. Nello specifico, l’oggetto precipitato (catalogato come B629) è una raffinata ciotola blu e bianca decorata con figure di dame d’epoca, copia d’eccellenza di un modello Ming del XV secolo; l’opera sottostante (634) presenta invece motivi vegetali e un cedro «mano di Buddha».

La notizia si è diffusa rapidamente sui social media cinesi a seguito degli scatti pubblicati dai visitatori, che mostravano i frammenti sparsi sul fondo della teca prima della temporanea chiusura della sala. Entrambe le opere sono state prontamente trasferite presso il laboratorio di restauro del museo per un intervento di recupero integrale, mentre al posto della ciotola figura ora un cartellino informativo.

L’episodio ha riacceso le tensioni diplomatiche e il dibattito internazionale sulla sicurezza delle collezioni cinesi conservate all’estero. Diversi media cinesi, tra cui «The South China Morning Post» e «Shanghai Daily», hanno sollevato interrogativi sui protocolli di custodia del museo, richiamando alla memoria lo scandalo del 2023 legato al furto e al danneggiamento di oltre 1.500 reperti dai depositi dell’istituzione britannica, vicenda che condusse alle dimissioni del direttore Hartwig Fischer.

Giorgio Valentini, 16 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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