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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliSull’altura di Kleine Klaus, nei pressi della città tedesca di Lutherstadt Eisleben, gli archeologi stanno ricostruendo la storia di un’antica residenza reale del X secolo. Qui sorgeva la Königspfalz di Helfta, un complesso di edifici destinato a ospitare il sovrano e la sua corte durante i soggiorni nella regione. Fondata in epoca ottoniana, la residenza è stata a lungo dimenticata e soltanto le recenti indagini ne hanno permesso la riscoperta.
L’ultima campagna di scavi, condotta dall’Ufficio statale per la gestione del patrimonio e l’archeologia della Sassonia-Anhalt sotto la direzione del professor Felix Biermann, ha portato alla luce un edificio in pietra databile al X secolo, situato accanto ai resti del palazzo di Ottone il Grande (912-973). La struttura misura circa 9 per 5 metri e conserva un seminterrato con una scala d’accesso ben preservata. La sua funzione non è ancora certa: potrebbe essere stata una foresteria per gli ospiti aristocratici del sovrano oppure la residenza del burgravio [nel Medioevo, il comandante militare e amministrativo di un «Burg» (cittadella o fortezza) nelle città tedesche e fiamminghe, Ndr] che amministrava il complesso durante le assenze del re.
Il ritrovamento si aggiunge a quelli delle precedenti campagne, svolte tra il 2020 e il 2023, che avevano individuato le fondamenta del palazzo reale e i resti della chiesa di Santa Radegonda, fondata per volontà di Ottone prima del 969, insieme al relativo cimitero. Questi edifici costituivano il nucleo cerimoniale e amministrativo di Helfta, indicata nelle fonti medievali come «curtis imperialis», ovvero corte imperiale.
Le nuove indagini hanno inoltre restituito una terrazza rinforzata in pietra sul lato orientale del palazzo, probabilmente utilizzata come piattaforma per assemblee all’aperto. La chiesa, il palazzo e il nuovo edificio formavano un insieme monumentale concepito per manifestare il prestigio e l’autorità della dinastia ottoniana. Le fonti storiche attestano che la residenza fu frequentata anche da Ottone II (955-983) e dallo storico e vescovo cattolico Tietmaro di Merseburgo.
Al di fuori del nucleo aristocratico, gli scavi raccontano una realtà molto diversa. Nelle aree periferiche sono emerse abitazioni seminterrate e laboratori, con tracce di produzione tessile, lavorazione dei metalli e fabbricazione della calce. Monete d’argento, gioielli ottoniani, fibbie smaltate, ceramiche decorate e un flauto in osso quasi integro restituiscono frammenti della vita quotidiana dell’insediamento.
La storia del sito proseguì nel XII secolo con la costruzione di un castello fortificato appartenuto alla famiglia von Hackeborn, quando l’antica residenza reale aveva già perso la propria centralità. Le indagini, sostenute dal Land Sassonia-Anhalt e affiancate da circa venti volontari, continueranno fino al 24 ottobre, contribuendo a ricostruire le trasformazioni di Helfta da insediamento fortificato a centro del potere ottoniano e, infine, a residenza aristocratica.
Giorgio Valentini
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