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Pieter Bruegel il Vecchio La danza nuziale / The Wedding Dance 1566 circa Olio su tavola, cm 117,2 × 165,5 / oil on panel, 117.2 × 165.5 cm Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten / Antwerp, Royal Museum of Fine Arts

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Pieter Bruegel il Vecchio La danza nuziale / The Wedding Dance 1566 circa Olio su tavola, cm 117,2 × 165,5 / oil on panel, 117.2 × 165.5 cm Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten / Antwerp, Royal Museum of Fine Arts

Milano, l’autunno delle mostre: Dalí, Picabia, Brueghel, Matisse e Sheila Hicks

Dal surrealismo di Dalí alla continua metamorfosi di Francis Picabia, dalla dinastia dei Brueghel alla fotografia di Carla Cerati. E poi Matisse al MUDEC, Shilpa Gupta alla GAM, Sheila Hicks al PAC, Tommaso Trini al Museo del Novecento e Francesco Somaini al CASVA. Milano entra nell’autunno 2026 con una stagione particolarmente fitta, distribuita tra le principali istituzioni civiche e destinata in molti casi a proseguire nei primi mesi del 2027.

Amanita Iervolino

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Settembre rimette in moto la macchina espositiva milanese e questa volta la concentrazione di aperture è notevole. Tra Palazzo Reale, PAC, GAM, MUDEC, Museo del Novecento, Palazzo Morando e CASVA, l’autunno 2026 costruisce una stagione che passa con grande rapidità dai Brueghel alle ricerche contemporanee di Shilpa Gupta e Sheila Hicks, dalla fotografia civile di Carla Cerati al modernismo di Matisse e Picabia.

L'apertura più mediatica coincide con la Milano Fashion Week. Dal 24 settembre Palazzo Reale presenta Dalí e la Moda, oltre duecento opere e documenti per ricostruire il rapporto dell’artista catalano con abiti, accessori, fotografia, riviste, teatro e haute couture. Il punto di partenza è naturalmente la collaborazione con Elsa Schiaparelli, dal Lobster Dress al cappello-scarpa e all’abito cassettiera, ma il progetto allarga il campo alle molte contaminazioni attraverso cui Dalí ha fatto della moda una prosecuzione del proprio universo iconografico. La mostra rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2027.

Due giorni dopo Palazzo Reale celebra Carla Cerati nel centenario della nascita. Fotografie, libri, documenti e video ricostruiscono una figura che ha attraversato due linguaggi, immagine e scrittura, lasciando una delle testimonianze più incisive della trasformazione sociale italiana tra anni Sessanta e Settanta. Inevitabile il passaggio attraverso Morire di classe, il reportage sui manicomi realizzato con Gianni Berengo Gardin e pubblicato nel 1969 a cura di Franco Basaglia.

Il 29 settembre arrivano i Brueghel. Oltre ottanta opere tra dipinti, disegni e stampe seguono la genealogia familiare da Pieter Bruegel il Vecchio ai figli Pieter il Giovane e Jan il Vecchio. La chiave è la nascita dei generi pittorici moderni: paesaggio, natura morta, vita contadina e scene atmosferiche diventano progressivamente territori autonomi della pittura europea. Dal 9 ottobre, invece, Palazzo Reale cambia completamente secolo con Picabia. Aprire le porte alla notte: oltre 170 opere e materiali d’archivio per quella che viene annunciata come la più ampia mostra mai dedicata in Italia all’artista francese.

Fuori da Palazzo Reale il calendario è altrettanto fitto. Alla GAM Shilpa Gupta porta One Palm Closer to the Sky, con nuove opere pensate per misurarsi con gli ambienti storici del museo. Confini, censura, migrazioni, identità e controllo costituiscono da oltre vent’anni il terreno della sua ricerca. Al CASVA un centinaio di lavori di Francesco Somaini, alcuni inediti, ricostruiscono quasi mezzo secolo di riflessione sul rapporto tra scultura, paesaggio e città.

L’8 ottobre il MUDEC apre invece Matisse. Il mondo in una stanza, otto sezioni dedicate al rapporto dell’artista con culture e tradizioni incontrate oltre i confini dell’Europa. Arte africana, islamica, russa, cinese e del Pacifico diventano la lente attraverso cui rileggere la formazione del suo linguaggio e, più in generale, la costruzione del modernismo occidentale. È un tema particolarmente attuale perché sposta il racconto dall’idea dell’avanguardia europea autosufficiente alla rete di appropriazioni, incontri e trasformazioni culturali che ne ha alimentato lo sviluppo.

Il Museo del Novecento sceglie invece la critica come oggetto espositivo con Tommaso Trini. La Terra vista dalla Luna, secondo appuntamento di Voci del Novecento. Scritti, riviste, archivi e audiovisivi ricostruiscono il pensiero di una delle figure più indipendenti della critica italiana del secondo Novecento. In parallelo, Focus900 riapre la collezione attraverso Vincenzo Agnetti, Enrico Castellani, Valerio Adami, Alik Cavaliere, Lucio Del Pezzo, Bobo Piccoli ed Emilio Tadini.

A novembre Palazzo Morando mette in relazione gli abiti settecenteschi raccolti da Mosè Bianchi con i dipinti nei quali l'artista li utilizzava per costruire le proprie scene rococò, mentre Palazzo Reale dedica un progetto a Oriana Fallaci, a vent'anni dalla morte, attraverso fotografie, parole, oggetti e documenti. Il 17 novembre arriva infine al PAC Sheila Hicks con In the Thread of Love: il filo e la fibra entrano nell’architettura modernista di Ignazio Gardella, mettendo in evidenza quella zona di confine tra tessile, pittura, scultura, design e installazione sulla quale Hicks lavora dagli anni Cinquanta. 

Amanita Iervolino, 13 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Amanita Iervolino

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