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Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliAratura, mietitura, contadini che zappano la terra. Nel 1940 Baldassare Longoni riunisce in tre grandi tele il lavoro agricolo e il paesaggio italiano. Ottantasei anni dopo Terra dorata d’Italia, oggi parte del patrimonio artistico di Banco BPM, lascia temporaneamente la collezione della banca e raggiunge Cernobbio, a pochi chilometri dalla Val d’Intelvi dove il pittore era nato nel 1876.
Dal 5 settembre al 5 ottobre 2026, a Villa Bernasconi a Cernobbio, il trittico è il centro di «Umanità al lavoro. La pittura di Baldassare Longoni», progetto organizzato dal Comune di Cernobbio in collaborazione con Banco BPM in occasione dei 150 anni dalla nascita dell’artista e ideato dalla giornalista e scrittrice Candida Morvillo. La mostra permette così di ricongiungere temporaneamente opere, artista e territorio, ma anche di rendere accessibili tre dipinti appartenenti a una collezione d’impresa.
Le tre tele – «Contadini che zappano la terra», «Mietitura» e «Aratura» – provengono dalla Collezione della Banca Popolare di Cremona, confluita nel patrimonio artistico di Banco BPM, e hanno alle spalle una storia che incrocia direttamente quella politica e sociale dell’Italia del tempo. Nel 1940 parteciparono alla seconda edizione del Premio Cremona, dedicata alla «Battaglia del grano». Longoni, tuttavia, si sottrae al monumentalismo e alla retorica della conquista della terra promossi dall’arte ufficiale: nei suoi campi il lavoro rimane immerso nella natura e la pittura conserva l’eredità del paesaggio simbolista e divisionista di Segantini, Previati e Morbelli. Il pannello centrale, «Mietitura», è anche il maggiore dei tre, 130 per 160 centimetri: un «mare» di grano attraversato dalla luce nel quale il lavoro collettivo assume una dimensione quasi corale. Nei due laterali, «Contadini che zappano la terra» e «Aratura», entrambi di circa 101 per 120 centimetri, la tavolozza si fa invece più terrosa e il lavoro più faticoso e silenzioso. È proprio nell’alternanza fra queste tre visioni che si costruisce il racconto di «Terra dorata d’Italia».
La sede contribuisce a costruire questa relazione. Le opere sono esposte nella torretta liberty di Villa Bernasconi, normalmente chiusa al pubblico e aperta eccezionalmente per la mostra. La villa è uno dei luoghi legati alla storia dell’operosità e dell’imprenditoria del territorio e il tema del lavoro rappresentato da Longoni entra così in uno spazio che conserva a sua volta la memoria della cultura produttiva locale. L’allestimento non costruisce una retrospettiva, ma concentra lo sguardo sulle tre opere, con un accesso limitato a dieci visitatori per volta.
Longoni, del resto, non fu estraneo al rapporto tra arte e produzione. Pittore vicino al Divisionismo e presente in diverse edizioni della Biennale di Venezia, affiancò alla pratica artistica un’attività nel settore della nascente illuminazione elettrica, dirigendo il dipartimento di illuminazione d’interni della Compagnia Anonima Continentale di Milano, produttrice di lampioni e apparecchi illuminanti.
Il prestito di Banco BPM consente oggi di riportare l’attenzione su questa figura attraverso un nucleo monumentale della sua produzione. «Aratura», «Mietitura» e «Contadini che zappano la terra» costruiscono una rappresentazione del paesaggio nella quale la presenza umana è inseparabile dalla sua trasformazione attraverso il lavoro. È anche questa relazione a spiegare la scelta di esporle a Villa Bernasconi anziché costruire una retrospettiva più ampia: tre opere e uno spazio fortemente caratterizzato, osservabili da un numero massimo di dieci visitatori per volta.
L’operazione rientra inoltre in una questione più ampia che riguarda i patrimoni artistici d’impresa: collezioni formatesi nel tempo attraverso acquisizioni, committenze e vicende societarie che custodiscono opere spesso sottratte alla normale visibilità museale.
La mostra sarà anticipata da una preview privata nell’ambito del Forum TEHA di The European House – Ambrosetti, con un intervento dello storico dell’arte Sergio Gaddi. Dal 5 settembre sarà aperta gratuitamente al pubblico, su prenotazione, fino al 5 ottobre. Domenica 20 settembre è inoltre prevista una giornata dedicata a Longoni: alle 11 Diana Vaccaro, responsabile del Patrimonio Artistico e Archivio Storico Banco BPM, ed Elisabetta Staudacher, responsabile dell’Archivio Storico della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, racconteranno la mostra; nel pomeriggio è previsto il laboratorio per famiglie «Cuore d’oro. Terra amica cara», a cura di Cristina Quadrio.
Rosalba Cignetti
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