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Redazione
Leggi i suoi articoliA poco più di un anno dalla sua scomparsa, la Galleria Rossini rende omaggio a Marzia Gamba (1987-2025) con Still Life: Between impulse and reflection, una mostra che ripercorre oltre un decennio della sua ricerca fotografica, dal 2014 al 2025. Curata da Flavia Gamba e Giulia Abate, l'esposizione restituisce il percorso di un'artista che ha saputo rinnovare il linguaggio dello still life, trasformandolo da semplice esercizio di rappresentazione a dispositivo concettuale capace di interrogare la percezione, la costruzione dell'immagine e il rapporto tra realtà e artificio.
Il titolo della mostra riprende un'espressione utilizzata dalla stessa artista e sintetizza uno degli elementi centrali della sua pratica: la continua oscillazione tra impulso intuitivo e controllo progettuale. Ogni fotografia nasce infatti da un'attenta costruzione della scena, nella quale luce, composizione, materiali e postproduzione concorrono a definire immagini solo apparentemente spontanee. È la logica della staged photography, che Gamba ha sviluppato con un linguaggio personale, facendo convivere precisione formale, ironia e immaginazione.
Il percorso espositivo riunisce alcune delle serie più rappresentative della sua produzione. In Reflection (2014) l'artista costruisce composizioni di matrice surrealista che mettono in crisi la percezione dello spettatore, trasformando gli oggetti in presenze enigmatiche. In I Like Food Better Than People, sviluppata tra il 2017 e il 2025, il cibo diventa materia narrativa, assumendo significati simbolici e inattese qualità plastiche. Diversa ma complementare è la serie Corona Glam (2020-2021), nella quale mascherine, guanti e altri oggetti entrati nella quotidianità durante la pandemia vengono sottratti alla cronaca per essere ricollocati all'interno di sofisticate costruzioni visive.
Nata a Cattolica nel 1987, Marzia Gamba ha vissuto e lavorato tra Londra, Milano, New York e Roma, costruendo un percorso che ha attraversato sia la ricerca artistica sia la fotografia applicata. Dopo la formazione alla NABA di Milano, alla Central Saint Martins di Londra e all'International Center of Photography di New York, ha collaborato con marchi come Prada, Campari, Ruinart ed Estée Lauder, mantenendo parallelamente una ricerca indipendente centrata sulla fotografia d'autore. Fondamentale è stata anche l'esperienza accanto a Claudio Abate, dalla quale ha maturato un'attenzione particolare verso la costruzione dell'immagine come spazio di sperimentazione.
Nel 2023 aveva dato vita a Spazio Alma, laboratorio creativo ricavato in un ex edificio industriale nel quartiere Barona di Milano. Più che uno studio fotografico, il progetto rappresentava una dichiarazione di poetica: un luogo nel quale pratica artistica, vita quotidiana e condivisione convivessero, ospitando mostre, workshop e incontri aperti alla comunità creativa.
Lo sguardo di Marzia Gamba si distingue per una capacità rara di trasformare elementi comuni -frutti, fiori, alimenti, piccoli animali, oggetti domestici- in immagini sospese tra realtà e finzione. Le sue composizioni, costruite con rigorosa attenzione alla luce e all'equilibrio delle forme, mantengono sempre una sottile componente ironica, spesso dichiarata già nei titoli, che invita l'osservatore a mettere continuamente in discussione ciò che vede. L'assurdo, nelle sue fotografie, non produce straniamento fine a se stesso, ma apre nuove possibilità di lettura del quotidiano. Più che una retrospettiva, Still Life: Between impulse and reflection si configura così come il primo tentativo di restituire in forma organica il lavoro di un'artista che, pur muovendosi con naturalezza tra fotografia commerciale e ricerca personale, ha costruito una riflessione coerente sul potere dell'immagine contemporanea. Una ricerca interrotta troppo presto, ma che lascia un corpus di opere capace di testimoniare come lo still life possa ancora essere uno dei territori più fertili della sperimentazione fotografica.
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