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Maria Thereza Alves firma un’opera permanente per il Monferrato UNESCO

Nel decennale del riconoscimento UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, l’artista brasiliana realizza a Canelli Pluriversal Recapturings, progetto di arte pubblica prodotto con il Castello di Rivoli

Rosalba Cignetti

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Sabato 11 luglio sarà inaugurata a Canelli Pluriversal Recapturings (Riconquiste pluriversali), l’intervento site specific nato per La Moncalvina, uno dei punti panoramici della città, dove l’artista brasiliana sviluppa una riflessione sul paesaggio come sistema di relazioni tra attività umana, biodiversità e memoria dei luoghi. L’opera è realizzata dal Comune di Canelli insieme al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e all’Associazione per i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, con il sostenuto del Fondo Unico Nazionale per il Turismo e dalla Regione Piemonte che inserisce Canelli tra le Capitali Sorelle di Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027.
Da oltre quarant’anni Alves costruisce la propria ricerca attorno ai temi dell’ecologia politica, della storia ambientale e delle conseguenze della colonizzazione sui territori, attraverso progetti sviluppati in stretto dialogo con comunità locali, studiosi e contesti geografici specifici. A Canelli questo metodo di lavoro si è tradotto in una ricerca condotta insieme a professionisti, docenti universitari e abitanti dell’area UNESCO, dedicata alle relazioni di lunga durata tra flora, fauna, pratiche agricole e paesaggio vitivinicolo. L’opera assume la forma di una struttura muraria costruita in mattoni e pietra da cantoni, materiale caratteristico del Monferrato, arricchita da inserti di altre pietre e progettata per offrire rifugio e condizioni microclimatiche favorevoli a diverse specie animali e vegetali. Il muro non è pensato come elemento di separazione, ma come spazio di coabitazione. 
 

I mattoni sporgenti richiamano le traiettorie di volo delle farfalle osservate dall’artista in un campo privo di pesticidi, quelle dei pipistrelli al crepuscolo e i movimenti delle lucertole lungo le strade di campagna, trasformando la struttura in un dispositivo che incorpora comportamenti e presenze del mondo naturale. Attorno all’opera prende forma anche un intervento paesaggistico sviluppato con ecoLogicStudio. Il progetto prevede la piantumazione di specie autoctone secondo una geometria circolare concentrica destinata a favorire biodiversità e relazioni tra le specie. Il giardino è concepito come un sistema aperto, capace di evolvere nel tempo seguendo i processi naturali e le condizioni microclimatiche del sito. L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni per il decennale UNESCO proponendo una lettura del paesaggio che supera l’idea di patrimonio come bene statico. L’opera considera infatti il territorio come un organismo in continua trasformazione, costruito dalla connessione di processi ecologici, pratiche agricole e presenza umana. In questa prospettiva entra anche nella rete Orma – Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero, promossa dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero per mettere in relazione arte contemporanea e territori. Per il direttore del Castello di Rivoli, Francesco Manacorda, il progetto mette in discussione la tradizionale distinzione tra spazio urbano e ambiente naturale, mostrando come il benessere delle specie non umane influenzi l’intero ecosistema di cui fa parte anche l’uomo. L’opera entrerà così nello spazio pubblico di Canelli come segno permanente del decennale UNESCO e come nuova acquisizione di arte pubblica pensata per dialogare con uno dei paesaggi culturali più riconoscibili del Piemonte.  

Rosalba Cignetti, 09 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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