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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliFondata nel 2022 a Ginevra Balthazar Lovay, Lovay Fine Arts costruisce il proprio programma attorno a una linea precisa: mettere in relazione pratiche contemporanee capaci di interrogare il presente con una consapevolezza storica ampia, attraverso artisti emergenti e affermati provenienti da contesti diversi. La galleria lavora su tensioni e continuità, favorendo dialoghi tra generazioni e geografie che restituiscono complessità, evitando letture lineari e chiuse. Accanto all’attività espositiva, sviluppa un servizio di consulenza rivolto a collezionisti privati e corporate, con l’intento di dare forma a collezioni coerenti, situate e capaci di riflettere il proprio tempo.
Sem Lala, Standard, 2025
Come è nata inizialmente l’idea di aprire una galleria d’arte?
In passato ho lavorato come curatore, ma volevo ridefinire il mio rapporto con gli artisti: collaborare con loro nel lungo periodo per contribuire in modo significativo alla loro carriera e far conoscere artisti importanti ma ancora poco conosciuti a nuovi collezionisti.
Le fiere d’arte giocano un ruolo significativo per le gallerie. Qual è l’obiettivo di esporre a una fiera internazionale come miart?
Il panorama italiano è particolarmente dinamico, con artisti, pensatori e collezionisti di grande rilievo, quindi è sempre un piacere avviare nuovi dialoghi a Milano.
Con quali artisti, tipologie di opere e concept curatoriale partecipate a miart?
Presento le opere del giovane artista Sem Lala, che quest’anno si laureerà al Bard College di New York. Il suo lavoro analizza le costruzioni ideologiche relative al nazionalismo e ai confini, sia dal punto di vista iconografico che concettuale. Un aspetto fondamentale della sua opera consiste nel rendere labili i confini tra lo status delle opere d’arte uniche e quello dei multipli.
Milano è ricca di musei e gallerie, ma è anche la città della moda e del design. Quanto questo ecosistema ibrido si riflette sul pubblico e sul collezionismo che frequenta miart?
Conosco diverse persone che lavorano in questi diversi settori, ma durante miart non ho avuto l’occasione di conoscerne molte altre. Sarebbe fantastico favorire ulteriori incontri tra loro.
Jenny Dogliani
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