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Presentata la 33ma Artissima, un ecosistema unico al mondo

Sarà all’Oval dal 30 ottobre all’1 novembre con 183 gallerie, 66 progetti monografici e 37 debutti. Dedicata alla capacità dell’arte di allenare l’immaginazione, ha tra le sue le novità il progetto Curators’ Choice, due nuovi premi e una presenza rafforzata del Ministero della Cultura

Jenny Dogliani

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È stata presentata alle Galleria d’Italia – Torino di Piazza San Carlo la 33ma edizione di Artissima, che si conferma anche quest’anno come una grande filiera economica, culturale e relazionale. Un ecosistema in cui impresa e produzione culturale convivono grazie a un assetto difficilmente replicabile: la proprietà pubblica della fiera, la main partnership di Intesa Sanpaolo e il sostegno di Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino. Un modello che ha permesso ad Artissima di affiancare al mercato una funzione stabile di produzione culturale e di costruire in oltre trent’anni un posizionamento internazionale unico.
Centottantatré gallerie da 35 Paesi e quattro continenti, 66 progetti monografici, 37 gallerie per la prima volta a Torino. Artissima torna all’Oval dal 30 ottobre al 1° novembre per la sua 33ma edizione, la quinta diretta da Luigi Fassi. La maggioranza degli espositori proviene dall’estero, con una mappa che si sposta sensibilmente verso Est, con gallerie da Malesia, Corea del Sud, Giappone, Taiwan, Cina, accanto alle presenze dal Brasile, Messico, Sudafrica e Stati Uniti e a una rappresentanza europea che attraversa, tra gli altri, Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito ed Europa orientale. 
Fassi la definisce un’operazione di «intelligence»: andare a vedere le gallerie nei luoghi in cui lavorano, capire le scene locali e convincerle ad affrontare costi e distanze per scegliere Torino come ingresso nel mercato italiano ed europeo. È soprattutto sull’Asia che il direttore segnala oggi un’accelerazione: non soltanto del mercato, ma della costruzione di musei e istituzioni per il contemporaneo. A tenere insieme l’edizione è Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, titolo che il direttore ricava dalle riflessioni della filosofa statunitense Martha C. Nussbaum. «Fancy» qui non è semplicemente fantasia, ma la capacità dell’immaginazione di proiettarsi in avanti, oltre ciò che esiste, una facoltà che funziona come un muscolo e che come tale deve essere allenata: l’arte è dunque una palestra. E se la fantasia è acrobatica, anche Artissima lo è, capace di muoversi tra mercato, ricerca, curatela e relazioni internazionali senza irrigidirsi in un unico modello.

Sette sezioni, con New Entries come incubatore
La struttura dell’Oval rimane organizzata in sette sezioni. Quattro selezionate dal comitato delle gallerie: Main Section, con 103 partecipanti; New Entries, con 17 gallerie internazionali aperte da meno di cinque anni e alla loro prima Artissima; Monologue/Dialogue, con 37 gallerie e stand dedicati a uno o due artisti; Art Editions, riservata a edizioni, multipli, librerie, project space e realtà non profit. A queste si aggiungono le tre sezioni curate: Present Future, dedicata da 26 anni agli emergenti; Back to the Future, che nel 2026 guarda agli artisti attivi dagli anni Trenta agli anni Novanta e alle forme di divergenza rispetto al proprio tempo; e Disegni, concentrata sull’opera su carta. New Entries rende particolarmente evidente il lavoro di scouting. Si può partecipare una sola volta e la galleria deve avere meno di cinque anni: le 17 selezionate nel 2026 arrivano da tre continenti, da Seul a Miami, da Riga a Chișinău, da San Paolo a Taipei. Per il quarto anno Artissima sostiene direttamente tre di loro attraverso l’Artissima New Entries Fund. Più che una sezione, un piccolo dispositivo di ingresso nel sistema fieristico internazionale.

Quindici curatori europei da scoprire in fiera
Grande novità il progetto The Curators’ Choice, sostenuto da Fondazione Arte CRT. Artissima invita a Torino una quindicina di curatori e direttori di musei europei, indicativamente tra i 30 e i 40 anni, scelti tra una generazione che sta assumendo ruoli di responsabilità nelle istituzioni del continente. Visiteranno la fiera e ciascuno segnalerà ufficialmente una galleria lo ha colpito per il lavoro presentato. Si rafforza così il ruolo della fiera come strumento di diplomazia culturale, capace di mettere in relazione gallerie, artisti, curatori e istituzioni provenienti da scene e geografie diverse. Lo stesso principio anima la nuova edizione dell’anonymous art project, iniziativa filantropica giapponese che porta a Torino giovani artisti nipponici con l’obiettivo di introdurli sulla scena e sul mercato europei. Il Ministero della Cultura quest’anno raddoppia la sua presenza: uno spazio della Direzione Generale Creatività Contemporanea sarà dedicato alle attività di promozione internazionale dell’arte italiana; un secondo presenterà MIRA – Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti, nuovo polo culturale di Messina promosso dal Ministero insieme a Comune e Università di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI.

Acquisizioni e nuovi premi
Resta centrale il rapporto con le collezioni pubbliche torinesi. Fondazione Arte CRT mette nuovamente a disposizione 300mila euro per acquisire ad Artissima opere destinate alla GAM e al Castello di Rivoli (di prossima uscita il primo grande catalogo ragionato della Collezione della Fondazione Arte CRT, oltre mille opere acquisite dal 2000 al 2025). Per la prima volta la Fondazione avrà all’Oval anche uno spazio fisico: Pastis Social Club, luogo di incontri costruiti ogni volta intorno a un’opera della raccolta.  Due i nuovi premi: Il primo è il Seletti Art Award individuerà un artista, dall’emergente al mid-career, cui sarà affidato un progetto di ricerca con l’azienda: il vincitore sarà annunciato quest’anno, mentre il risultato del lavoro sarà presentato ad Artissima 2027. Il secondo nuovo riconoscimento è legato ad Archivio, progetto non profit attivo nell’editoria d’arte: prevede 20mila euro per sviluppare nell’arco di un anno un progetto editoriale con un artista selezionato nella sezione Monologue/Dialogue. Tra i premi ormai storici ricordiamo illy Present Future, Orlane per l’Arte, Tosetti Value per la fotografia e gli altri premi e acquisizioni che negli anni hanno trasformato le giurie in un ulteriore strumento per portare a Torino curatori e direttori internazionali. Dentro l’Oval tornano invece MADE IN, che mette quattro giovani artisti al lavoro con altrettante imprese torinesi, WoW – Worlds of Words per editoria e talk, le AudioGuide e i Walkie Talkies; Artissima Junior affida quest’anno a Francis Offman un’opera collettiva realizzata con bambini dai 6 agli 11 anni utilizzando anche materiali provenienti dal mondo Juventus. La nuova VIP Lounge, Delizie, è progettata da Edoardo Piermattei. 

Internazionalizzazione e digitale
Sul fronte internazionale prosegue il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, che concentra il proprio intervento sulla capacità di Artissima di portare a Torino collezionisti e professionisti stranieri e di costruire relazioni con istituzioni e operatori oltreconfine. La Fondazione sostiene inoltre Artissima Digital, l’ecosistema online della fiera, di cui fanno parte anche le AudioGuide: per il quinto anno consentiranno al pubblico di seguire dal proprio smartphone percorsi autonomi tra gli stand, affidati alla voce dei mediatori di Arteco. Un investimento che lega dunque la dimensione internazionale della fiera alla sua accessibilità e alla diffusione dei contenuti oltre i giorni dell’Oval.

 Dall’Oval alla città
Ma la fiera non termina all’Oval. Alle Gallerie d’Italia la collaborazione con Intesa Sanpaolo produce NO FUTURE, quinta rassegna di film e video d’artista, quest’anno curata da Alice Motard e costruita attorno alla difficoltà di immaginare un futuro condiviso. All’Oval Intesa anticiperà inoltre la mostra di Massimo Vitali prevista nel 2027 in piazza San Carlo, presentando tre opere in corso di acquisizione per le proprie collezioni. Il programma in città comprende anche Hedda Roman all’ex Giardino Zoologico, Franco Mazzucchelli al Principi di Piemonte, Iris Touliatou alla Pinacoteca Agnelli e la personale di Louis Morlæ, vincitore dell’illy Present Future Prize 2025, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jenny Dogliani, 17 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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