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Maqbool Fida Husain, Untitled (Horse)

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Maqbool Fida Husain, Untitled (Horse)

L’ombra dei falsi sul boom dell’arte moderna del Sud Asia

Mentre i grandi incanti internazionali registrano cifre record e vendite in crescita, gli esperti lanciano l’allarme sull’aumento di opere contraffatte e sulla mancanza di cataloghi ragionati

Camilla Sordi

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L’incredibile crescita del mercato legato all'arte moderna del'Asia meridionale sta mostrando il suo risvolto più opaco: la crescente diffusione di falsi. È il quasi inevitabile, ma non per questo lecito e accettabile, prezzo da pagare per un comparto che lo scorso anno ha infranto ogni record superando i 100 milioni di dollari nelle aste internazionali. E che quest'estate, a riprova dell'interesse generale, ha visto major del sistema come Christie’s e Sotheby’s dedicare al comparto una mostra nelle rispettive sedi di Londra. Ma dove arrivano i grandi capitali, proliferano le contraffazioni. Il timore non riguarda tanto qualche errore, forse anche legittimo, di attribuzione. Ma un'operazione di falsificazione massiccia che rischia di inquinare l'intero mercato.

A lanciare l'allarme è stato il Financial Times, che ha dato voce all'esperienza del gallerista di Mumbai Dadiba Pundole. Pundole, che con la sua galleria segue direttamente i principali maestri indiani, calcola che nel circuito privato nazionale un’opera su dieci possa essere falsa. Una piaga esplosa negli ultimi quindici anni parallelamente all'impennata delle quotazioni per artisti come S.H. Raza o M.F. Husain. La speculazione, del resto, non risparmia più la fascia media. Anche Charles Moore della Grosvenor Gallery di Londra ha raccontato al quotidiano britannico di ricevere proposte sospette da venditori privati ogni mese.

A rendere così vulnerabile il collezionismo d'area è un deficit strutturale di archivi storici e cataloghi ragionati. Molte attribuzioni si reggono esclusivamente sull'occhio e sulla memoria dei singoli specialisti. In più, la legge gioca a favore dei truffatori: in India e Pakistan le rigide norme sulla diffamazione penale intimoriscono gli esperti, che si limitano al più a sconsigliare gli acquisti solo per vie ufficiose e private. In questi contesti l'impatto sul mercato è già visibile, con la proliferazione di repliche che ha raffreddato gli acquisti, spingendo i collezionisti alla massima cautela. 

In contesti più strutturati i numeri continuano invece a premiare il settore. L'ultima asta del genere di Christie’s a Londra ha incassato 25,5 milioni di dollari con il 100% dei lotti venduti e ha visto l'opera «The Fisherman» di Ganesh Pyne schizzare a 5,22 milioni di dollari, partendo da una stima di 340-470 mila dollari. Vendite che rinsaldano il mercato e cercano di fare da scudo al sistema. Manjari Sihare-Sutin, alla guida del dipartimento specializzato di Sotheby’s, ha spiegato al Financial Times che la sua squadra scarta mediamente due opere a catalogo prima di ogni incanto. Senza documenti certi, si prova un passaggio con le famiglie degli artisti o si scava nel materiale d'archivio non pubblicato, ma se l'ombra del dubbio rimane, il pezzo viene ritirato.

Quello delle contraffazioni, d'altronde, è un malessere che valica la regione indiana. In Cina, due ex dirigenti della Shanghai Jiahe Auction Co. sono stati recentemente condannati a severe pene detentive per un raggiro da 74 milioni di dollari basato su oggetti falsi, tra cui un vaso da 37 dollari spacciato per un reperto Qianlong da 247 mila dollari. Contemporaneamente, come rivelato da ARTnews, il Giappone sta facendo i conti con l'eredità del celebre falsario tedesco Wolfgang Beltracchi, le cui opere negli anni sono state introdotte all'interno di collezioni aziendali e museali, dall'ipotetico Moïse Kisling della Yamada Bee Company Group al presunto Heinrich Campendonk acquistato nel 1996 dal Museum of Art di Kochi. 

La sfida per l'arte della South Asia, oggi che ha finalmente conquistato la platea globale, sarà evitare che le contraffazioni soffochino la crescita prima che si sia consolidata.

Camilla Sordi, 25 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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