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Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliDal 21 marzo al 6 aprile, i Giardini della Reggia di Venaria Reale ospitano una nuova edizione di «All’ombra dei ciliegi in fiore». Dopo le oltre 105mila presenze del 2025, il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude ripropone l’esperienza ampliandone il dispositivo culturale e temporale.
Il fulcro dell’evento resta la fioritura dei cento ciliegi ornamentali che ridisegnano il paesaggio dei Giardini bassi in una sequenza cromatica effimera, destinata a durare pochi giorni. La novità dell’edizione 2026 è l’introduzione sistematica delle aperture serali, riunite sotto il titolo «Una sera sotto i ciliegi in fiore», che trasformano la visita in un’esperienza notturna immersiva. L’illuminazione dei singoli alberi richiama esplicitamente la tradizione giapponese dello yozakura, la contemplazione dei ciliegi fioriti al calare della notte.
In questo slittamento dalla dimensione diurna a quella crepuscolare e notturna, la Reggia sperimenta una diversa temporalità della fruizione del patrimonio: non più soltanto osservazione paesaggistica, ma attraversamento sensoriale, in cui luce artificiale, silenzio e rarefazione dello spazio producono una percezione sospesa, lontana dal consumo rapido dell’evento.
Significativa anche la collaborazione con il MAO – Museo di Arte Orientale di Torino, che nei primi giorni della manifestazione propone attività legate alla cultura giapponese, rilette in chiave contemporanea e collocate nel contesto storico dei Giardini. La fioritura diventa così occasione di dialogo interculturale, più che semplice attrazione stagionale, innestando pratiche simboliche orientali in un paesaggio barocco europeo. Dal punto di vista istituzionale, l’apertura straordinaria dei Giardini anche nel consueto giorno di chiusura del lunedì e l’estensione dell’orario fino alle 23 segnano una scelta precisa: ampliare l’accessibilità senza rinunciare al controllo dei flussi, con ingressi contingentati e prenotazione obbligatoria. Una strategia che riflette una crescente attenzione alla sostenibilità della fruizione, tema centrale nella gestione dei grandi complessi monumentali.
Angelica Kaufmann
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