Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Martha Levy
Leggi i suoi articoliL'autunno 2026 dei musei italiani si apre con una geografia particolarmente articolata. Rinascimento, avanguardie, Arte Povera, fotografia, moda e archeologia convivono in un calendario che da settembre porta fino alla primavera del 2027, con alcuni progetti destinati a incidere anche sul piano scientifico. Milano, Torino e Roma mantengono una posizione dominante, ma la stagione si distribuisce tra Napoli, Firenze, Mantova, Venezia-Mestre e Parma, confermando un sistema espositivo sempre meno concentrato attorno a poche grandi monografiche. Abbiamo scelto dieci appuntamenti che, per qualità dei progetti, rilevanza degli artisti e ambizione curatoriale, costruiscono una possibile mappa della stagione.
Pontormo. Il Rinascimento inquieto arriva alle Scuderie del Quirinale
Scuderie del Quirinale, Roma | 9 ottobre 2026-7 febbraio 2027
Si tratta di uno degli appuntamenti storico-artistici più importanti della stagione. Le Scuderie del Quirinale dedicano a Jacopo Pontormo quella che viene annunciata come la prima grande monografica sull'artista, realizzata con le Gallerie degli Uffizi e costruita attraverso prestiti provenienti da musei italiani e internazionali. La questione va oltre la celebrazione di uno dei protagonisti del Cinquecento fiorentino. Pontormo occupa una posizione decisiva nel passaggio dall'equilibrio rinascimentale alle tensioni che la storiografia avrebbe ricondotto al Manierismo: corpi allungati, instabilità spaziale, cromie stranianti, una concezione della figura che sembra progressivamente sottrarsi alle certezze della rappresentazione classica.
L'antichità era già globale: la grande mostra di Fondazione Prada
Fondazione Prada, Milano | 5 novembre 2026-1 marzo 2027
Che cosa accade se l'antichità viene sottratta a una lettura prevalentemente greco-romana e ricollocata dentro una rete molto più vasta di scambi? È la domanda alla base di «Global Antiquity», progetto curato da Salvatore Settis e Anna Anguissola con oltre 150 opere e reperti databili fra il 700 a.C. e il 1000 d.C. L'allestimento è sviluppato da AMO/OMA con Rem Koolhaas. Il punto centrale è metodologico: leggere le culture antiche attraverso migrazioni di forme, materiali, immagini e conoscenze tra Mediterraneo e Asia. Un'impostazione che intercetta uno dei grandi ripensamenti in corso nella storia dell'arte e nell'archeologia: superare i confini nazionali e le genealogie culturali troppo rigide per ricostruire sistemi di connessioni che esistevano molto prima della modernità.
Lorenzo il Magnifico e la collezione come forma del potere
Gallerie degli Uffizi-Palazzo Pitti, Firenze | da novembre 2026
Ricostruire una collezione significa ricostruire una visione del mondo. Con «Magnifico 1492», gli Uffizi tornano alla raccolta di Lorenzo de' Medici nel momento della sua morte, avvenuta proprio nel 1492, attraverso dipinti, sculture, manoscritti e oggetti preziosi. È uno dei progetti più interessanti della stagione perché permette di osservare il Rinascimento dalla prospettiva della storia del collezionismo. Le opere diventano strumenti attraverso i quali leggere gusto, diplomazia, cultura umanistica e rappresentazione del potere nella Firenze medicea. Il collezionista emerge così come agente culturale capace di organizzare immagini e oggetti dentro una precisa costruzione intellettuale.
Che cosa accadde alla pittura lombarda dopo Leonardo
Gallerie d'Italia-Milano | 27 novembre 2026-4 aprile 2027
Leonardo rimase a Milano in due grandi fasi, dal 1482 al 1499 e nuovamente dal 1506 al 1513. Ma la domanda forse più interessante riguarda ciò che avvenne intorno e dopo di lui. «Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano», curata da Arturo Galansino e Simone Facchinetti, affronta proprio la diffusione e la trasformazione del linguaggio leonardesco nella pittura lombarda. Marco d'Oggiono, Giovanni Antonio Boltraffio, Cesare da Sesto, Andrea Solario, Ambrogio de Predis, Bernardino Luini e Giampietrino permettono di osservare Leonardo attraverso la sua eredità culturale. È un cambio di prospettiva significativo: il maestro interessa per ciò che produce direttamente, ma anche per la capacità di generare una scuola, mettere in circolazione modelli e trasformare un intero ecosistema artistico.
Marisa Merz, oltre l'Arte Povera
Castello di Rivoli, Torino | 29 ottobre 2026-4 aprile 2027
Nel centenario della nascita, Marisa Merz torna al centro di un progetto condiviso da Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM Torino. «La danza delle ore» ricostruisce una ricerca che ha attraversato materiali fragili, disegno, scultura e dimensione domestica mantenendo una posizione profondamente autonoma rispetto alle categorie entro le quali è stata storicamente collocata. La mostra arriva in un momento nel quale la storiografia sta riconsiderando molte genealogie del secondo Novecento italiano. Nel caso di Merz significa anche interrogare il canone dell'Arte Povera, i suoi confini e il ruolo attribuito alle artiste nella costruzione storica del movimento.
Leonardo, Arcimboldo e Caravaggio: quando la natura diventa artificio
Palazzo Te, Mantova | 26 settembre 2026-10 gennaio 2027
Il titolo mette insieme tre nomi apparentemente difficili da contenere nello stesso racconto: Leonardo, Arcimboldo e Caravaggio. «Inventare la natura», curata da Barbara Furlotti e Guido Rebecchini, parte invece proprio dalla trasformazione del concetto di natura fra Rinascimento e primo Seicento, mettendo pittura, scultura, disegni, materiali esotici e automi in relazione con gli ambienti di Giulio Romano. Il tema intercetta uno dei territori più produttivi della ricerca attuale: il rapporto tra arte e scienza, osservazione e invenzione, natura e artificio. Palazzo Te diventa parte integrante del dispositivo, perché la natura vi è già continuamente reinventata attraverso architettura, decorazione e mito.
Luciano Fabro e la scultura come modo di abitare
Pirelli HangarBicocca, Milano | 8 ottobre 2026-21 febbraio 2027
Per Luciano Fabro lo spazio non è mai stato un semplice contenitore dell'opera. È materia stessa della scultura. «Abitare lo spazio», curata da Roberta Tenconi con Nicola Ricciardi, porta nelle Navate di Pirelli HangarBicocca opere provenienti da musei e collezioni internazionali e documenti d'archivio. La relazione con l'architettura industriale dell'Hangar rende particolarmente efficace la rilettura di un artista che ha progressivamente ampliato il concetto di scultura, trasformandolo in una riflessione sulla percezione, sul peso, sull'equilibrio e sulla presenza fisica dell'opera.
Da Klimt e Schiele al corpo contemporaneo
MUVEC-Casa delle Contemporaneità, Mestre | 26 settembre 2026-14 febbraio 2027
Il progetto di maggiore ampiezza genealogica porta al MUVEC Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka come punto di partenza di una storia che arriva fino al presente. Il tema è il corpo, ma soprattutto il cambiamento radicale del suo statuto nell'arte moderna. Tra Vienna fin de siècle e contemporaneità, il corpo smette progressivamente di essere soltanto un soggetto da rappresentare e diventa territorio psicologico, sessuale, politico e identitario. È una traiettoria che attraversa buona parte del XX secolo e arriva direttamente alle questioni che interessano oggi fotografia, performance e arti visive. Proprio l'estensione cronologica può rappresentare la forza della mostra, se il confronto riesce a evitare una semplice successione di analogie formali.
Dalí e la moda: il Surrealismo entra nel guardaroba
Palazzo Reale, Milano | 24 settembre 2026-24 gennaio 2027
Prima che la contaminazione fra arte e moda diventasse una strategia strutturale delle industrie creative, Salvador Dalí ne aveva già compreso le possibilità. Palazzo Reale ricostruisce quasi mezzo secolo di rapporti fra l'artista e il sistema della moda, attraverso collaborazioni e incontri con figure come Coco Chanel, Elsa Schiaparelli e Christian Dior. L'abito-aragosta, il cappello-scarpa, gioielli e altri oggetti mostrano quanto il Surrealismo abbia trovato nella moda un dispositivo particolarmente efficace per entrare nella cultura di massa. La mostra permette così di leggere Dalí dentro una storia più ampia della circolazione delle immagini tra arte, design, fotografia, pubblicità e moda.
Man Ray, quando la fotografia smette di essere soltanto fotografia
Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo | 12 settembre-13 dicembre 2026
Chiude idealmente la selezione «Man Ray: Tutto», curata da Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi. Fotografie, dipinti e sculture ricostruiscono i passaggi principali della carriera dell'artista statunitense e il suo attraversamento di Dadaismo e Surrealismo. La parola «Tutto» contiene forse la chiave più interessante. Man Ray appartiene a quella generazione che ha progressivamente reso insufficiente la separazione tra pittore, fotografo, autore di oggetti e sperimentatore dell'immagine. Le sue rayografie, i ritratti, gli oggetti e le incursioni nella moda hanno contribuito a fare della fotografia uno dei grandi laboratori dell'avanguardia.
Martha Levy
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Dal 6 novembre al 19 dicembre la sede di Tribeca di David Zwirner presenta una mostra di nuove opere di Jem Perucchini, pittore italo-etiope classe 1995. È la prima personale dell’artista negli Stati Uniti e arriva dopo le mostre alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e al Centro Andaluz de Arte Contemporáneo di Siviglia. Dalla pittura del primo Rinascimento agli affreschi delle chiese etiopi, Perucchini costruisce una figurazione sospesa tra genealogie culturali differenti e temporalità immaginarie.
A Villa Panza a Varese tre appuntamenti per approfondire l’arte di Josef Albers: dalla ricerca sul colore e sulla percezione al rapporto dell’artista con l’Italia e con la Milano degli anni Trenta, fino agli aspetti tecnici e conservativi delle opere.
Dal 28 novembre 2026 il Santa Maria della Scala di Siena ricostruisce la fortuna figurativa di Caterina Benincasa tra l’età post-tridentina e il Seicento. Curata da Alessandro Angelini, Gabriele Fattorini e Michele Maccherini, Santa Caterina da Siena, estasi e ardore riunirà dipinti, stampe, sculture e libri provenienti da importanti musei italiani e internazionali, mettendo in relazione le opere con i luoghi senesi legati alla vita e alla memoria della patrona d’Italia e d’Europa. L’inaugurazione è prevista il 27 novembre, l’apertura al pubblico il giorno successivo.
Il 25 e 26 settembre Santa Sofia ospita la seconda edizione del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura, promosso da Institution. Una rete di otto hub tra Europa, Asia, Africa e America mette a confronto artisti, studiosi ed esperti sui commons, dalla governance delle istituzioni alle tecnologie digitali e ai modelli economici mutualistici


