Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Roy Lichtenstein, Anxious Girl, 1964. Photo : Christie's Images Ltd. 2026

Image

Roy Lichtenstein, Anxious Girl, 1964. Photo : Christie's Images Ltd. 2026

Le aste di New York, la stagione dei 100 milioni: i sei lotti che definiscono il mercato dell’arte di maggio

Il ritorno dei capolavori: provenienze museali e prezzi record a New York. Le aste primaverili concentrano alcuni dei lotti più rilevanti degli ultimi anni, con stime fino a 100 milioni di dollari. Rothko, Pollock, Brâncuși, Twombly e Lichtenstein delineano una mappa precisa del mercato: qualità museale, provenienze forti e scarsità guidano la fascia alta. 

Ginevra Borromeo

Leggi i suoi articoli

Le aste di maggio a New York tornano a operare come barometro del segmento più alto del mercato. Dopo una fase segnata da cautela e contrazione dei volumi, la stagione primaverile torna a concentrare un nucleo di opere con stime tra i 60 e i 100 milioni di dollari. Il dato rilevante è soprattutto la natura dei lotti: provenienze istituzionali, qualità museale e una disponibilità sempre più limitata di capolavori storicizzati.

Al centro della stagione si colloca un gruppo di opere che attraversa il Novecento americano ed europeo, definendo una gerarchia consolidata. Mark Rothko domina con due dipinti che agiscono su piani diversi ma convergenti. Brown and Blacks in Reds (1957), in asta da Sotheby’s con una stima fino a 100 milioni di dollari, rappresenta il periodo maturo dell’artista, con una provenienza legata alla Seagram Collection e una traiettoria di mercato esemplare: acquistato nel 2003 per 6,7 milioni, oggi punta a una rivalutazione superiore di oltre quindici volte. L’altro Rothko, No. 15 (1964), proveniente dalla collezione di Agnes Gund e stimato intorno agli 80 milioni da Christie’s, introduce un elemento ulteriore: il legame diretto tra artista e collezionista, fattore che rafforza la tenuta del valore.

Sempre dalla collezione Gund proviene il Cy Twombly senza titolo del 1961, stimato 60 milioni di dollari. È un lavoro romano, inserito in uno dei momenti più intensi della produzione dell’artista, con riferimenti diretti a opere oggi in istituzioni come la Menil Collection o l’Art Institute of Chicago. La provenienza e la collocazione storica trasformano il dipinto in un lotto di riferimento per il segmento dell’arte postbellica.

Roy Lichtenstein, con Anxious Girl (1964), sempre a 60 milioni, introduce una dinamica diversa. Qui il valore si costruisce sull’intersezione tra riconoscibilità iconica e provenienza. Il passaggio nella collezione di Holly Solomon, figura centrale per il mercato newyorkese, e la prossima retrospettiva al Whitney Museum rafforzano il posizionamento dell’opera, che sintetizza l’immaginario pop e la sua traducibilità economica.

Il vertice simbolico della stagione è condiviso da tre lotti stimati a 100 milioni di dollari. Jackson Pollock con Number 7A (1948) rappresenta uno dei rari drip paintings di grande formato ancora in mani private. La sua storia espositiva, limitata e concentrata, e il passaggio attraverso collezioni chiave del dopoguerra ne fanno un banco di prova per la domanda internazionale sul primo espressionismo astratto. Constantin Brâncuși, con Danaïde (circa 1913), introduce il versante scultoreo. L’opera, già record nel 2002, torna sul mercato con una stima più che quintuplicata. Qui il nodo è duplice: da un lato la rarità delle sculture storiche disponibili, dall’altro la difficoltà del segmento a superare i record fissati da Giacometti nel 2015. Il risultato dirà molto sulla capacità del mercato di sostenere prezzi estremi anche al di fuori della pittura.

Ginevra Borromeo, 02 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

L’aria è caldissima in Laguna. Martedì il via alle danze per gli operatori di settore. Da lunedì i professionisti sciameranno tra calli e campielli. Questa 61ª Biennale di Venezia si preannuncia come la più attesa e parlata di sempre: caos a tutti i livelli, tensioni geopolitiche, dimissioni della giuria e revisione del sistema dei premi convivono con nuove partecipazioni nazionali e l’ingresso di nuovi attori globali. 

Da LONGARI arte MILANO, la mostra presenta opere contemporanee e lavori storici in dialogo diretto. Bronzi e dipinti dell’artista brasiliana si confrontano con pezzi dal Medioevo alla Cina imperiale, in un allestimento centrato su corpo, gesto e relazione tra le opere

Tra Milano, Parigi e Londra, Mattia Pozzoni ridefinisce il ruolo dell’art advisor come figura di orientamento, capace di costruire relazioni, contesti e strategie. In un mercato polarizzato e sempre più finanziarizzato, l’advisory si configura come pratica trasversale che connette collezionismo, progettualità e nuovi modelli fieristici. Al centro, una domanda: come trasformare un pubblico potenziale in sistema attivo.

Il 20 aprile alle ore 7:00, Piazza Duomo a Milano diventa il teatro di un’azione pubblica ideata da Maurizio Cattelan e Nicolas Ballario: una colazione collettiva, aperta a tutti, che inaugura la Design Week 2026. Il dispositivo è semplice: portare un oggetto buffo e metterlo in circolazione attraverso il baratto. Con il supporto di Lavazza, l’evento trasforma il consumo quotidiano in gesto relazionale, attivando una riflessione sul valore, sulla partecipazione e sulla costruzione di comunità temporanee.

Le aste di New York, la stagione dei 100 milioni: i sei lotti che definiscono il mercato dell’arte di maggio | Ginevra Borromeo

Le aste di New York, la stagione dei 100 milioni: i sei lotti che definiscono il mercato dell’arte di maggio | Ginevra Borromeo