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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliArte, architettura e natura si incontrano nel nuovo progetto per le Corti delle Ogr-Officine Grandi Riparazioni di Torino, destinate a trasformarsi in una vera e propria biosfera urbana. La Corte Est e la Corte Ovest, oggi prevalentemente minerali, saranno riconfigurate come un paesaggio contemporaneo capace di accogliere vegetazione, acqua, socialità e nuove forme di produzione culturale.
A firmare il progetto è lo studio torinese lamatilde, su impulso della Fondazione Crt e delle Ogr stesse, e sarà realizzato da Mat Srl su progetto esecutivo, autorizzativo e direzione lavori di Icis Srl, affiancati dallo Studio Pellegrin per la gestione della sicurezza e Carmelo Fruscione per il progetto agronomico del verde. L’intervento rilegge la memoria industriale delle ex Officine, restituite alla città nel 2017 dopo un’importante riqualificazione, attraverso una nuova topografia ispirata alla geometria degli antichi binari ferroviari. Volumi di diverse forme e dimensioni, che richiamano i carrelli utilizzati per il trasporto dei materiali, articoleranno gli spazi tra aree verdi, sedute e specchi d’acqua. «Il cuore di questa nuova trasformazione è il verde, spiega Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione Crt: una presenza capace di ridisegnare le Corti, favorire la biodiversità, contribuire alla mitigazione climatica e rendere questi spazi più accoglienti e vivibili. È questo il senso della nuova biosfera urbana che vogliamo restituire alla città: un nuovo polmone verde nel cuore di Torino, in cui natura, architettura e vita quotidiana possano».
La nuova configurazione avrà anche una funzione ambientale: la presenza di alberi, arbusti e specie erbacee perenni, insieme all’ombra e all’acqua, contribuirà a mitigare l’effetto isola di calore e a creare habitat favorevoli alla biodiversità. Le nuove stratigrafie del terreno permetteranno inoltre di conservare l’umidità e ridurre il fabbisogno di irrigazione.
Le due Corti avranno vocazioni differenti. La Corte Est, affacciata su corso Castelfidardo, sarà una piazza-giardino su più livelli, dotata di illuminazione programmabile, nebulizzazione e sistemi audio per installazioni artistiche e musicali. La Corte Ovest ospiterà invece orti e sistemi agroforestali urbani, laboratori, attività didattiche e spazi per il lavoro e la convivialità, oltre a un’area più flessibile per musica ed eventi.
A completare la trasformazione sarà l’arte. In collaborazione con la Fondazione Arte Crt, le Corti accoglieranno opere temporanee e permanenti, diventando progressivamente un museo a cielo aperto accessibile gratuitamente. La prima opera permanente sarà presentata nella primavera 2027, mentre una seconda arriverà nell’autunno dello stesso anno durante l’Art Week torinese.
Il cantiere prenderà avvio a novembre 2026. «Trasformare le Corti in una biosfera urbana è un’operazione di ingegneria ambientale e rigenerazione climatica, che conferma la capacità delle Ogr di evolvere e dimostra come l’archeologia industriale possa diventare una risorsa urbana contemporanea, tecnologica e resiliente», ha dichiarato Davide Canavesio, amministratore delegato delle Ogr.
Alessia De Michelis
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