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A Villa delle Rose 39 opere raccontano oltre sessant’anni di ricerca dell’artista toscano secondo cui la luce cessa di essere uno strumento per illuminare la forma e diventa materia costitutiva dell’ambiente, esperienza fisica, sensoriale ed emotiva
- Alessia De Michelis
- 24 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Claudio Verna, «Turquois», 2022
Courtesy LABS Contemporary Art
A Bologna l’indagine sul colore e sulla sua saturazione luminosa di Claudio Verna
A Villa delle Rose 39 opere raccontano oltre sessant’anni di ricerca dell’artista toscano secondo cui la luce cessa di essere uno strumento per illuminare la forma e diventa materia costitutiva dell’ambiente, esperienza fisica, sensoriale ed emotiva
- Alessia De Michelis
- 24 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliNato a Guardiagrele (Ch) nel 1937 e membro dell’Accademia Nazionale di San Luca dal 2008, Claudio Verna è uno dei protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento. Co-fondatore della Pittura Analitica a metà degli anni Sessanta, Verna ha saputo affrancarsi da ogni schema sistematico per sviluppare un linguaggio autonomo e originale. Il suo percorso, costellato da partecipazioni alla Biennale di Venezia (1970, 1978, 1980), alla Quadriennale di Roma e da esposizioni nei principali musei internazionali (dalla Kunsthalle di Düsseldorf al Philadelphia Museum of Art, fino alla recente pubblicazione del secondo volume del suo Catalogo Ragionato 2010-25), ha sempre mantenuto al centro un’unica fondamentale urgenza: l’indagine sul colore e sulla sua saturazione luminosa.
Per Verna il colore non è mai un mero rivestimento né un elemento decorativo: coincide con la possibilità stessa della pittura di esistere. Il colore genera la forma, costruisce la profondità, scandisce il ritmo e misura lo spazio. Prendendo in prestito un verso di Dylan Thomas, per l’artista «la luce è un luogo»: la luce cessa di essere uno strumento per illuminare la forma e diventa materia costitutiva dell’ambiente, esperienza fisica, sensoriale ed emotiva.
Questa visione emerge con forza nell’allestimento pensato per Villa delle Rose, a Bologna, dove 39 opere dialogano con l’architettura storica senza seguire una rigida narrazione cronologica. L’itinerario preferisce creare continuità e discontinuità visive, mettendo in risalto la contemporaneità reciproca dei lavori: dai capolavori della stagione analitica come «Colonna ambigua» (1967) e «Materia/Emozione» (1979), ai passaggi degli anni Ottanta e Novanta con «Alpha centauro» (1985-86), fino alle ricerche recenti come «Campo di segni» (2019) ed «Esplosivo di lancio» (2026).
La mostra «Claudio Verna. La luce è un luogo», curata da Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli in collaborazione con LABS Contemporary Art, si configura così non come una semplice antologica, ma come un itinerario critico e calibrato attraverso oltre sessant’anni di ricerca. Promossa dal Settore Musei Civici del Comune di Bologna, l’esposizione sarà aperta al pubblico dal 25 settembre al 25 ottobre.