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Nelle sale di Palazzo Pisani Revedin, «beyond book’s cover» propone una riflessione sul modo in cui guardiamo, leggiamo e interpretiamo ciò che ci circonda, a partire dalla forma del libro d’artista
- Alessia De Michelis
- 24 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Fábio Colaço, «Untitled (1984)», 2024
A Venezia la copertina di un libro è vista come soglia e non come limite
Nelle sale di Palazzo Pisani Revedin, «beyond book’s cover» propone una riflessione sul modo in cui guardiamo, leggiamo e interpretiamo ciò che ci circonda, a partire dalla forma del libro d’artista
- Alessia De Michelis
- 24 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliA Venezia l’arte invita a sospendere il giudizio. Dal 5 al 17 novembre, nelle sale di Palazzo Pisani Revedin, «beyond book’s cover» propone una riflessione sul modo in cui guardiamo, leggiamo e interpretiamo ciò che ci circonda, a partire dalla forma del libro d’artista. Organizzata da AT Colección e curata da Antonio Toca, la mostra riunisce opere di 45 artisti provenienti da 12 Paesi: Argentina, Cuba, Francia, Germania, Iraq, Italia, Messico, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Venezuela. L’appuntamento coincide con le settimane conclusive della Biennale Arte 2026 (22 novembre).
Al centro del progetto è l’idea della copertina come soglia e non come limite: uno spazio che introduce a ciò che ancora non conosciamo e mette in discussione le etichette assegnate a libri, immagini e persone. In una società dominata dalla velocità, dall’eccesso di immagini e dalla tendenza al giudizio immediato, la mostra propone una pausa, invitando il pubblico a soffermarsi sulle opere, accettare l’incertezza e interrogare i propri meccanismi di interpretazione.
Il libro d’artista diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla percezione della realtà e sull’alterità. Differenza, fragilità e marginalità vengono sottratte alla posizione periferica per diventare possibili luoghi di conoscenza e nuove forme di sensibilità.
Il progetto prosegue anche oltre la chiusura della mostra. Durante l’esposizione, i visitatori potranno lasciare il proprio segno sugli arredi in cartone che compongono lo spazio, trasformandoli progressivamente in un diario collettivo. Al termine, gli arredi saranno smontati, piegati e conservati per diventare un grande libro d’artista destinato alla collezione di AT Colección. La sostenibilità diventa così parte integrante del progetto: un evento effimero si trasforma in memoria condivisa, prolungando la vita della mostra attraverso il contributo di chi l’ha attraversata.
Più che offrire risposte, «beyond book’s cover» apre una conversazione sul nostro modo di guardare e giudicare, e sul ruolo dell’arte nel mettere in discussione le categorie con cui interpretiamo un mondo attraversato da profonde trasformazioni tecnologiche e sociali.