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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliIl Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità il «Piano Turistico triennale 2025-2027 della Regione Lazio». Per l’assessore al Turismo, Elena Palazzo, si tratta di «uno degli strumenti più rilevanti della programmazione regionale, non solo un documento settoriale, ma una vera e propria strategia di sviluppo territoriale che utilizza il turismo come leva economica, sociale, culturale ed ambientale». E «il turismo oggi non è più soltanto un comparto produttivo, è un ecosistema che connette infrastrutture, ambiente, imprese, lavoro, formazione e innovazione e qualità della vita dei residenti ed è esattamente questa visione che guida il “Piano 2025-2027”». Così «nasce l’idea di realizzare e promuovere il brand “Lazio”, la cui sintesi perfetta è rappresentata dal claim “C’è tutto un Lazio intorno”, pietra angolare delle azioni programmatiche». Il Lazio «non è una sola destinazione, ma un sistema di destinazioni. Abbiamo mare, montagna, laghi, colline borghi, parchi naturali, siti archeologici, città d’arte, terme, cammini, eventi religiosi, produzioni enogastronomiche, distretti culturali. Il problema storico non è mai stato la mancanza delle risorse, ma la frammentazione dell’offerta, la debolezza del coordinamento e l’assenza di una narrazione unitaria». Secondo Palazzo, il Piano interviene proprio su questi ultimi tre punti. «La vision che abbiamo adottato è chiara: fare del Lazio una destinazione turistica integrata, sostenibile, accessibile e competitiva, capace di offrire esperienze diversificate lungo tutto l’anno e in tutto il territorio regionale. Non si punta più solo a portare persone, ma ad aumentare la permanenza media, a migliorare la spesa per turista, a distribuire i flussi nello spazio e nel tempo, rafforzare le economie locali e ridurre la pressione su Roma e sui luoghi già saturi», ha spiegato Palazzo. Ecco gli asset strategici del piano: sostenibilità ambientale, sociale, economica; personalizzazione delle esperienze e turismo «tailor-made»; «slow tourism», unicità e autenticità delle esperienze; innovazione, digitalizzazione e sicurezza informatica; inclusività e accessibilità; nuove destinazioni e prodotti turistici: demassificazione e destagionalizzazione; eccellenza, esclusività e qualità dell’offerta; lotta al turismo sommerso e miglioramento dell’offerta ricettiva regionale; messa in rete, coprogettazione e filiere; attrattività, comunicazione e risonanza internazionale, promuovendo il «Brand Lazio»; i grandi eventi catalizzatori e le manifestazioni settoriali; competenze e capacity building, verso un’occupazione di qualità.
E «per trasformare la visione in politiche concrete, il piano organizza l’offerta turistica in quattro grandi cluster, che rappresentano le principali famiglie di prodotto del Lazio. Non si promuovono più singoli territori in modo frammentato, ma sistemi tematici di offerta», ha sottolineato Palazzo. Il primo cluster, «Conoscenza, cultura e benessere», include arte e archeologia, enogastronomia e terme e benessere. Il secondo cluster, «Active e Tempo libero», è dedicato a natura e sport, mare, montagna e parchi tematici. Il terzo cluster, «Slow Tourism e Cammini», comprende cammini laici e religiosi, il turismo fluviale e lacuale, borghi e territori rurali. Infine, il quarto cluster, «Grandi eventi», è studiato per il segmento cosiddetto «Mice» (Meetings, Incentives, Conferences, Exhibitions), punto fondamentale del turismo business, focalizzato sull'organizzazione di eventi, congressi e viaggi aziendali; il wedding tourism; il turismo religioso.
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